10 Agosto 2026
Politica

Corruzione nelle istituzioni UE, ECR chiede conto alla Commissione von der Leyen

Torna sotto i riflettori il tema della corruzione all’interno delle istituzioni europee, dopo l’interrogazione scritta presentata alla Commissione dall’eurodeputato polacco Mariusz Kamiński, del gruppo ECR.

Nel testo, Kamiński contesta la direttiva anticorruzione dell’UE, sottolineando come pur fornendo una definizione di “funzionario dell’Unione”, nella pratica essa non affronterebbe il problema della corruzione all’interno delle istituzioni stesse, “come se questo problema non esistesse”. Una lacuna, secondo l’eurodeputato, smentita clamorosamente dai fatti: l’opinione pubblica europea sarebbe infatti scossa da una serie ininterrotta di scandali che coinvolgono esponenti politici e funzionari di primo piano dell’UE: Qatargate e Timmermans solo per citare gli ultimi in ordine di arrivo.

Il caso Qatargate e non solo.

Nell’interrogazione si richiama in primo luogo il caso Qatargate, definito ancora irrisolto, con nuovi dettagli che continuerebbero a emergere. Secondo quanto riportato nei giorni scorsi dai media, gli inquirenti belgi starebbero valutando di richiedere l’arresto dell’ex commissario europeo Dimitris Avramopoulos.

Kamiński cita inoltre il caso dell’ex commissario alla Giustizia Didier Reynders, accusato di riciclaggio di denaro durante il suo mandato alla Commissione, a cui si aggiungerebbero le accuse mosse contro l’ex Alto Rappresentante Federica Mogherini e le indagini legate al cosiddetto scandalo Huawei.

Le richieste dell’eurodeputato.

“I cittadini dell’UE hanno le mani in tasca da questa farsa e si aspettano misure anticorruzione forti”, scrive Kamiński nel testo dell’interrogazione, chiedendo il ritorno di sondaggi periodici sulla percezione della corruzione all’interno delle istituzioni europee, accompagnati da meccanismi anticorruzione “nuovi, praticabili ed efficaci”.

Tra le proposte avanzate, l’introduzione dell’obbligo , sanzionato penalmente in caso di inadempienza , di presentare dichiarazioni patrimoniali pubbliche e verificabili, che coinvolgano alti funzionari e commissari, chiamati a rendere noti i propri beni e le relative fonti. Le attuali dichiarazioni discrezionali sui conflitti d’interesse, secondo l’eurodeputato, sarebbero “chiaramente insufficienti”. Kamiński chiede inoltre una drastica riduzione del lobbismo illegale e l’eliminazione effettiva del fenomeno delle cosiddette “porte girevoli” tra incarichi pubblici e privati, che a suo dire minerebbero la fiducia dei cittadini nelle istituzioni europee.

L’eurodeputato ha quindi chiesto formalmente alla Commissione se la propria strategia anticorruzione includerà azioni specifiche sulla corruzione all’interno delle istituzioni UE, comprese misure mirate ad affrontare le criticità sollevate nell’interrogazione. Non risulta, al momento, una risposta ufficiale da parte dell’Esecutivo comunitario.

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