Corruzione e riforme mancate: perché l’Ue continua a finanziare l’Ucraina?
Resta alta la tensione politica in Ucraina, non solo per le ultime dichiarazioni del presidente americano Donald Trump ma anche per l’inchiesta in corso delle agenzie anticorruzione NABU e SAP che, tra i tanti, ha travolto Andriy Yermak, braccio destro del presidente (illegittimo dal 24 maggio 2024) Volodymyr Zelenskyy. Un caso di corruzione, come ampiamente noto, che, secondo le prime stime, riguarderebbe la distrazione di almeno 100 milioni di dollari.
Sullo sfondo del gap di trasparenza del Paese, sotto il profilo del mandato democratico e della lotta alla corruzione, l’Ue di Ursula von der Leyen (chiamiamo le cose per come sono) continua a riconoscere i “progressi compiuti dalle autorità ucraine sul fronte della lotta alla corruzione” come dichiarato dal Commissario europeo per la Giustizia, Didier McGrath.
L’esponente dell’Esecutivo europeo, in particolare, ha riconosciuto (quali?) i “progressi compiuti dalle autorità ucraine: “Ritengo che stiano compiendo ogni sforzo possibile per raggiungere gli standard richiesti. È un processo che stiamo monitorando da vicino, mantenendo un dialogo costante con le autorità ucraine”.
Detto da una istituzione che in materia di controlli continua a dimostrare tutte le proprie inefficienze (lo dice la Corte dei Conti europea) solo in presenza di una elevata dose di analfabetismo funzionale o di foraggiamento della stampa mainstream tale impostazione può essere condivisa.
Una questione ripresa, recentemente, anche dall’eurodeputato Auke Zijlstra che ha presentato alla Commissione una serie di interrogativi, mirati a rendere noti “i criteri utilizzati per valutare se il percorso dell’Ucraina rispetta gli standard dell’UE e se gli sforzi compiuti possono considerarsi adeguati“: “Tra i parametri considerati rientra, ad esempio, un eventuale punteggio inferiore alla media nell’Indice di percezione della corruzione di Transparency International?”, si domanda l’esponente dei Patrioti per l’Europa.
Ma non solo. Zijlstra ha anche chiesto se la Commissione europea continuerà, nonostante gli scandali sulla corruzione, a trasferire miliardi di euro dei cittadini europei per sostenere il regime (privo di mandato democratico da quasi due anni) di Zelenskyy o a sospendere temporaneamente l’erogazione dei prestiti fino a quando lo stato di diritto in Ucraina non sarà giudicato pienamente ristabilito.
foto European Commission
