11 Agosto 2026
Europa

Corruzione a Kiev e fondi Ue: i Patrioti puntano il faro sulla “tenuta dello Stato di diritto”.

Come risaputo, nel corso del 2025, una serie di scandali sulla corruzione ha interessato il cerchio ristretto del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, accendendo il dibattito a Bruxelles (e non solo) sull’utilizzo e sul controllo dei fondi europei destinati a Kiev. Al centro delle polemiche, in particolare, i Patrioti per l’Europa hanno puntato il dito sulle dimissioni di Andriy Yermak e sulle accuse di appropriazione indebita di ingenti risorse nell’ambito dell’affaire Energoatom, il principale operatore nucleare del Paese.

Per gli eurodeputati del PfE le vicende giudiziarie sono esplose proprio nel momento in cui l’Unione europea ha impegnato 50 miliardi di euro attraverso lo strumento Ukraine Facility, il cui accesso è subordinato al rispetto dello Stato di diritto e a un’efficace lotta alla corruzione.

Nel dettaglio, gli europarlamentari hanno chiesto alla Commissione se in Ucraina, alla luce della gravità delle accuse e del tentativo di Zelenskyy di sopprimere le due principali agenzie anticorruzione del Paese, siano ancora pienamente garantiti i principi dello Stato di diritto o se non sia invece opportuno attivare il meccanismo di sospensione dei pagamenti, congelando la prossima tranche trimestrale dei fondi in attesa di chiarimenti definitivi.

Un secondo punto riguarda le garanzie sull’uso delle risorse europee. Poiché lo scandalo coinvolge il settore energetico e in particolare l’operatore nucleare statale, i deputati chiedono assicurazioni precise sul fatto che nessun finanziamento Ue sia stato canalizzato verso enti o subappaltatori attualmente sotto indagine da parte dell’Ufficio nazionale anticorruzione ucraino.

Infine, alla luce delle dimissioni e delle criticità emerse, l’interrogazione solleva dubbi sull’efficacia dei controlli finora esercitati, chiamando in causa anche il ruolo della Corte dei conti europea.

L’interrogazione riapre così il tema della trasparenza e della condizionalità degli aiuti europei a Kiev, in un contesto in cui il sostegno finanziario dell’Ue resta cruciale, ma sempre più legato alla credibilità delle riforme e alla solidità delle istituzioni ucraine.

foto https://www.president.gov.ua