Corpo europeo di solidarietà: la valutazione intermedia conferma il successo ma evidenzia carenze di fondi.
La Commissione europea ha pubblicato la valutazione intermedia del programma European Solidarity Corps 2021-2027, confermando il successo del progetto nel promuovere coinvolgimento giovanile, coesione sociale e valori europei. Tuttavia, l’analisi sottolinea una criticità: i fondi disponibili non sono sufficienti a soddisfare la domanda crescente.
Obiettivi del programma.
L’European Solidarity Corps offre ai giovani l’opportunità di partecipare a attività di solidarietà di alta qualità, facilmente accessibili, volte a rafforzare coesione sociale, democrazia, senso di identità europea e cittadinanza attiva.
Dal suo lancio, il programma ha coinvolto oltre 100.000 giovani in iniziative solidali dedicate a sfide sociali e globali, dalla crisi pandemica all’accoglienza dei profughi ucraini, fino alla gestione delle conseguenze di disastri ambientali.
Il budget iniziale del programma 2018-2020 era di 375,6 milioni di euro, salito a 1,009 miliardi per il periodo 2021-2027, con un obiettivo di circa 270.000 partecipanti, ridotto poi a 185.000 a causa dei ritardi nella partenza del programma e dell’impatto della pandemia.
Un programma molto richiesto e (come sempre quando si parla di giovani), sottofinanziato.
La valutazione evidenzia che il programma è fortemente sovraccarico: solo l’11% dei registrati riesce a partecipare, lasciando molti giovani fuori.
Nei primi tre anni del programma (2021-2023), hanno partecipato circa 70.000 giovani, mentre entro luglio 2025 più di 886.000 avevano espresso interesse. Sono stati finanziati finora quasi 10.000 progetti.
Per il ramo assistenza umanitaria, l’interesse è stato superiore alle aspettative: oltre 200.000 richieste dal 2023, a fronte di un numero di posti disponibili molto più limitato, con conseguenti ritardi nella formazione obbligatoria dei volontari.
Inclusione e partecipazione dei giovani più svantaggiati.
Il programma ha dato particolare attenzione ai giovani con meno opportunità, che rappresentano dal 35% al 40% dei volontari, inclusi giovani con svantaggi economici, sociali, culturali, geografici, di salute o di background migratorio.
Le attività del Corpo europeo di solidarietà sono progettate per sviluppare competenze trasversali come lavoro di squadra, problem-solving, comunicazione e adattabilità, fondamentali per il passaggio dall’istruzione al lavoro.
Miglioramento delle competenze e rafforzamento dei valori europei.
Secondo la valutazione della Commissione, il 90% dei partecipanti ha riportato un miglioramento di competenze personali, fiducia in sé stessi e opportunità professionali.
Dati specifici mostrano miglioramenti nell’adattamento a nuove situazioni (94%), apertura mentale verso nuove sfide (90%) e capacità di comunicare in una lingua straniera (92%). Anche le competenze professionali, come il lavoro di squadra, sono migliorate nel 90% dei casi.
Inoltre, il programma promuove l’impegno civico, con il 65% dei partecipanti più motivato a contribuire alla vita sociale e politica della propria comunità, e rafforza il senso di identità europea, con il 71% dei giovani che si sente più connesso all’Europa.
Sfide e raccomandazioni per il futuro.
Il rapporto RAY Network evidenzia alcune sfide: la fiducia dei giovani nelle istituzioni democratiche è in calo e la disinformazione digitale resta un problema, soprattutto tra ragazzi e giovani uomini che sovrastimano le proprie capacità di riconoscere fake news.
Tra le raccomandazioni principali per il futuro emerge la necessità di migliorare la distribuzione geografica delle opportunità in tutta l’Ue, facilitare l’accesso ai giovani con meno opportunità e adeguare il finanziamento del programma al successo riscontrato, in modo da permettere a più giovani di partecipare e completare le attività di solidarietà senza ritardi.
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