EuropaSardegna

Cooperazione transfrontaliera franco-italiana su gioventù, impegno e mobilità internazionale.

La Regione Sardegna ha partecipato al Seminario di cooperazione transfrontaliera franco-italiana sulla gioventù, l’impegno e la mobilità internazionale, svoltosi presso il centro CREPS di Antibes. Un appuntamento ricco di confronti e scambi di esperienze, che ha riunito rappresentanti di istituzioni e associazioni provenienti da entrambi i versanti delle Alpi.

Dopo il saluto iniziale da parte degli organizzatori, i partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi, Mare e Montagna, per prendere parte a diversi laboratori tematici. Al centro delle discussioni: le sfide e le opportunità della cooperazione transfrontaliera, le possibilità di mobilità internazionale per i giovani, e la collaborazione tra enti pubblici e realtà locali per garantire il buon funzionamento dei meccanismi di partenariato.

In qualità di attore pubblico impegnato nella promozione della cittadinanza europea, la Regione Sardegna ha svolto un ruolo chiave nel dialogo e nella condivisione di buone pratiche. Rossella Marocchi, in rappresentanza del CRP, ha sottolineato l’importanza di costruire ponti tra i giovani e le istituzioni europee, ricordando l’impegno dell’istituzione regionale nel sostenere iniziative e progetti dedicati alla partecipazione attiva.

Sempre in rappresentanza della Sardegna, Angela Rita Carrusci, dell’Assessorato regionale alla Pubblica Istruzione, che ha richiamato l’attenzione sulle difficoltà legate all’insularità che spesso limitano le possibilità di mobilità per i giovani. Ha illustrato il lavoro portato avanti dalla Regione, che dal 2009 sostiene annualmente le associazioni giovanili impegnate nella mobilità internazionale, con un investimento di circa 600 mila euro l’anno: “I fondi regionali integrano i contributi europei di Erasmus+ ed ESC, aiutando le associazioni a superare i vincoli economici e organizzativi – ha spiegato –. L’obiettivo è permettere a un numero sempre maggiore di giovani di vivere esperienze di cittadinanza europea attiva”.
Carrusci ha inoltre evidenziato la necessità di riconoscere formalmente il ruolo dello youth work e dell’educazione non formale, settori ancora privi di un quadro normativo organico, ma in via di definizione.

A portare la propria testimonianza anche Angelica Perra, dell’associazione TDM 2000 International, che da oltre 25 anni opera nel campo della mobilità giovanile. “Dal 2005 accogliamo volontari attraverso il servizio civile nazionale e internazionale – ha raccontato –. La mobilità è una leva fondamentale per lo sviluppo delle competenze, la crescita personale e l’impegno civico dei giovani”. Perra ha inoltre sottolineato l’importanza del lavoro di rete e del sostegno alle organizzazioni locali, grazie anche al contributo del Comitato delle Associazioni Giovanili (CASMI), che dal 2015 promuove il dialogo tra istituzioni e giovani attivi sui territori.

La giornata si è conclusa con una riflessione condivisa sulla forza della cooperazione franco-italiana e sulla necessità di rafforzare le sinergie per favorire l’impegno, la partecipazione e la mobilità internazionale delle nuove generazioni.

foto Sardegnagol riproduzione riservata