12 Luglio 2026
Europa

Contratto natalizio alla Big Tech: la Commissione UE affida ad Amazon servizi cloud da 550 milioni di euro.

Mentre Bruxelles parla di “sovranità digitale” e invita l’Europa a “cambiare marcia” nella corsa tecnologica globale, sotto l’albero di Natale 2024 è arrivato un maxi-regalo per una delle più potenti multinazionali americane: Amazon si è aggiudicata un contratto da 550 milioni di euro, esclusa IVA, per fornire servizi cloud alla Commissione europea. Il contratto, valido per sei anni, è stato firmato il 17 dicembre, in pieno clima festivo.

A denunciare la contraddizione sono gli eurodeputati Virginie Joron e Julien Sanchez (Identità e Democrazia – PfE), che hanno presentato un’interrogazione parlamentare per sapere se la Commissione abbia almeno verificato la disponibilità di fornitori europei prima di affidarsi a una big tech statunitense.

Nella risposta firmata dalla vicepresidente della Commissione Ue, Henna Virkkunen, l’Esecutivo ha precisato che la gara si è svolta nel quadro del sistema dinamico di acquisizione per i servizi cloud, conforme alle regole della Finanziaria europea. “A partecipare, spiega Bruxelles, sono stati solo operatori economici registrati e con sede nell’Unione Europea – tra cui anche fornitori senza legami societari con Paesi terzi”.

Amazon Web Services EMEA Sàrl, formalmente con sede in Lussemburgo, ha ottenuto il punteggio più alto grazie alla sua “qualità tecnica” (che ha pesato per il 70% nella valutazione finale) e al “prezzo competitivo” (30%). La Commissione precisa inoltre che non è obbligata a utilizzare l’intero importo del contratto, che rappresenta un tetto massimo valido anche per le agenzie UE coinvolte.

Il caso ha sollevato critiche anche alla luce di una recente modifica di bilancio approvata dall’Europarlamento il 7 maggio, su proposta proprio degli eurodeputati Joron e Sanchez. L’emendamento invita le agenzie dell’UE a dare priorità alle imprese europee nelle procedure di appalto pubblico, un principio che, secondo i promotori, sarebbe stato ignorato nell’assegnazione ad Amazon.

La Commissione sottolinea il proprio impegno a rafforzare la sovranità digitale europea, anche attraverso il futuro Cloud and Artificial Intelligence Development Act, che mira a garantire infrastrutture critiche basate in Europa e coordinate da una politica cloud comune per il settore pubblico.

Nel frattempo, i dati del 2024 mostrano che il 55% dei fornitori software della Commissione sono europei, mentre per i servizi cloud l’85% dei carichi di lavoro resta su cloud privato UE. Il restante 15% — dedicato a dati non sensibili — è ripartito tra Amazon, Microsoft e, in misura minore, la francese OVHcloud.

Il caso riaccende il dibattito sulla reale volontà della Commissione di sostenere l’ecosistema tecnologico europeo. Mentre le istituzioni UE esortano a ridurre la dipendenza dai giganti tech d’Oltreoceano, scelte come quella del contratto natalizio ad Amazon mettono in dubbio la coerenza tra obiettivi strategici e decisioni operative. In un’epoca in cui la sovranità digitale è al centro dell’agenda politica, il rischio è che resti solo uno slogan.

foto kp yamu Jayanath da Pixabay.com