7 Settembre 2026
Sardegna

Contrabbando di tabacco, il rapporto MACISTE: buco da oltre 600 milioni.

Un mercato illecito in rapida evoluzione, sempre più digitale, frammentato e difficile da intercettare. È il quadro tracciato dal Tavolo M.A.C.I.S.T.E., promosso dalla Fondazione “Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare”, che ha analizzato l’evoluzione del commercio illegale di prodotti del tabacco e delle sigarette elettroniche in Europa e in Italia.

I risultati dello studio sono stati presentati durante il panel “La difesa del Made in Italy attraverso la lotta all’illecito: il caso dei tabacchi”, ospitato oggi nella sede di Coldiretti nell’ambito del convegno “Crescita sostenibile e competitività del Made in Italy: opportunità e sfide per le nostre filiere”. Al centro del dibattito, la trasformazione delle tradizionali rotte del contrabbando, sempre più integrate con piattaforme di vendita online e canali digitali criptati, con pesanti ricadute su gettito fiscale, legalità, salute pubblica e occupazione.

Secondo il rapporto MACISTE, nel 2024 in Europa sono state consumate circa 52 miliardi di sigarette illegali, generando una perdita fiscale stimata in 14,9 miliardi di euro. Il fenomeno presenta forti squilibri territoriali: in Francia il consumo irregolare ha raggiunto quasi il 38%, mentre nei Paesi Bassi, dopo un forte aumento dei prezzi, l’incidenza del mercato illecito è cresciuta di circa dieci punti percentuali in un solo anno. A questo scenario si aggiunge la diffusione delle cosiddette white illicit provenienti dall’Europa orientale e la crescente infiltrazione dei traffici nei marketplace online e nei canali digitali ad accesso riservato, che consentono transazioni rapide, anonime e difficilmente tracciabili.

In Italia, il mercato illecito delle sigarette tradizionali mantiene un’incidenza relativamente contenuta, pari all’1,8%, anche grazie all’attività di contrasto delle autorità e a un quadro normativo avanzato. Un risultato che colloca il Paese tra le best practice europee. A conferma dell’efficacia delle attività di controllo, le recenti operazioni che hanno portato alla scoperta di opifici clandestini in Lazio, Piemonte e Lombardia, spesso collegati a manodopera irregolare e capaci di produrre milioni di sigarette al giorno destinate ai mercati europei più redditizi.

La fotografia cambia però sul fronte delle sigarette elettroniche, dove l’illegalità si sposta rapidamente verso i canali digitali, rendendo più complessi i controlli. Il fenomeno coinvolgerebbe circa 1,5 milioni di consumatori e avrebbe un valore stimato di 1,2 miliardi di euro, pari al 5% del mercato nazionale. In alcune categorie, come le e-cig monouso e le capsule, il tasso di irregolarità stimato supera il 40-60%.

Nel complesso, il danno economico per l’Italia nel solo 2024 è stimato in 620 milioni di euro di imposte non riscosse e 540 milioni di fatturato sottratto alla filiera legale, con un impatto diretto sull’occupazione pari a circa 5.100 posti di lavoro. A questi effetti si aggiungono i rischi per la salute dei consumatori e le conseguenze ambientali legate allo smaltimento incontrollato dei componenti elettronici.

Un contributo chiave all’analisi è arrivato dal report “Illicit tobacco trade 2025”, presentato dalla Guardia di Finanza al tavolo MACISTE. Il documento evidenzia un trend criminale consolidatosi negli ultimi due anni: l’investimento diretto delle organizzazioni criminali nella produzione illegale di sigarette sul territorio nazionale, attraverso opifici clandestini altamente organizzati.

Tra settembre 2024 e settembre 2025, la Guardia di Finanza ha individuato e sequestrato dieci fabbriche abusive in Italia. Strutture operative 24 ore su 24, dotate di tecnologie avanzate di produzione e sorveglianza, in grado di garantire elevati profitti in tempi rapidi alle reti criminali.