12 Ottobre 2026
Politica

Consulta per l’emigrazione, la maggioranza si spacca: il voto segreto “sbrunca” il campo largo

1° ottobre. Un inciampo per la Giunta, e per la maggioranza che la sostiene. Il Consiglio regionale ha bocciato, a scrutinio segreto, il Documento 34, che proponeva di sostituire un componente della Consulta regionale per l’emigrazione. I voti contrari sono stati 29, i favorevoli 19. Sull’esito pesa il fatto che il voto sia stato segreto: richiesto da Paolo Truzzu (FdI), ha di fatto reso impossibile attribuire con certezza i singoli voti. Ma l’aritmetica è eloquente: per arrivare a 29 no non possono essere bastati i soli consiglieri dell’opposizione, e questo lascia intravedere franchi tiratori anche tra le fila del centrosinistra.

La relatrice Lara Serra (M5S) ha ricostruito la vicenda. I tre esperti della Consulta sono nominati dal Consiglio su proposta della Giunta e, per la prima volta, la scelta era avvenuta tramite manifestazione di interesse. La procedura di revoca era stata inizialmente sospesa dopo che in Commissione erano emerse criticità procedurali, legate alla mancata contestazione degli addebiti e alla possibilità per l’interessato di presentare controdeduzioni. Dopo queste ultime, l’assessorato ha ritenuto alcune espressioni lesive dell’onorabilità dell’ente rappresentato e la Giunta ha confermato la richiesta di revoca, licenziata poi a maggioranza dalla Commissione.

Truzzu ha quindi contestato le motivazioni, sostenendo che il legittimo diritto di critica sia stato scambiato per un attacco all’Istituzione e che le osservazioni dell’esperto rientrassero nelle funzioni del suo ruolo. Ha ricordato poi che il componente è stato nominato dal Consiglio e ha messo in dubbio il richiamo alla rottura del rapporto fiduciario con l’assessora Desirè Alma Manca.

L’assessora del Lavoro, ha a sua volta, escluso una contrapposizione personale, ribadendo di non mettere in discussione professionalità e competenze dell’esperto, individuato tra 21 candidati. Secondo Manca, però, alcune comunicazioni avrebbero superato il diritto di critica, coinvolgendo l’operato dell’Amministrazione e dei funzionari con riferimenti a possibili responsabilità, collusioni, conflitti di interesse e gestione clientelare delle risorse, oltre ad accostamenti ritenuti gravemente inappropriati. L’assessora ha riferito anche della richiesta di tutela avanzata dai funzionari dell’Ufficio emigrazione, precisando che spetta al Consiglio decidere in piena autonomia se confermare o revocare il componente.

Il risultato è stato uno schiaffo politico per l’assessora e per la Giunta: la proposta di revoca, sostenuta fino a pochi giorni fa in Commissione, non ha retto alla prova dell’Aula. Che sia il segno che qualcuno si sia finalmente reso conto (dopo oltre due anni e mezzo) di avere un assessore al Lavoro non idoneo al ruolo?