Europa

Consiglio UE su Istruzione, Gioventù, Cultura e Sport: nuove misure per rafforzare resilienza, innovazione e identità europea.

I ministri dell’Istruzione, Gioventù, Cultura e Sport dell’Unione europea si sono riuniti nelle ultime 48 ore per definire nuove priorità e strategie condivise nei rispettivi settori, alla luce delle sfide digitali, culturali e sociali emergenti.

Il Consiglio, in particolare, ha approvato conclusioni sull’adeguamento del quadro giuridico per i servizi audiovisivi e le piattaforme di condivisione video. Le conclusioni sottolineano l’importanza della Direttiva sui Servizi di Media Audiovisivi (AVMSD) nel garantire un mercato equo, competitivo e culturalmente variegato, e pongono l’accento sulla protezione dei cittadini dai contenuti dannosi.

Inoltre, sono state adottate conclusioni a sostegno dei giovani artisti e professionisti del settore creativo, per facilitarne l’ingresso nel mercato del lavoro culturale attraverso strumenti di supporto e opportunità mirate.

Durante il dibattito politico, i ministri hanno poi discusso il futuro del programma Europa Creativa e la nuova strategia culturale “Culture Compass”, che punta a riconoscere il ruolo centrale della cultura nella visione politica europea. Programma, però, di fatto inaccessibile alle piccole organizzazioni e alle iniziative indipendenti in giro per l’Europa.

Altri temi trattati nel corso del Consiglio Ue, includono il contributo della cultura all’intelligenza artificiale, la trasparenza nella proprietà dei media e il sostegno alla cultura ucraina nel quadro della Ukraine Recovery Conference prevista a Roma a luglio.

In ambito educativo, è stato adottato un pacchetto per l’istruzione superiore, che comprende una raccomandazione sulla qualità e il riconoscimento dei titoli e una risoluzione per la creazione di una etichetta europea per le lauree congiunte. L’iniziativa mira a rendere l’istruzione universitaria europea più attrattiva a livello globale.

Approvate anche conclusioni su pratiche educative inclusive e centrate sull’alunno nella scuola dell’infanzia e nell’istruzione di base. Il Consiglio ha discusso inoltre il ruolo dell’Unione delle Competenze per rafforzare lo Spazio europeo dell’istruzione.

I ministri della Gioventù hanno esaminato l’impatto della disinformazione online sui giovani, sottolineando l’urgenza di rafforzare le competenze digitali, il pensiero critico e la resilienza nella sfera digitale. Aspetto, anche questo, critico data la scarsa dotazione finanziaria (e la percezione del problema da parte delle stesse istituzioni europee, a partire dalle Agenzie Nazionali per i Giovani), stanziata per contrastare il fenomeno.

Sono state approvate conclusioni sulla creazione di una comunità giovanile europea basata sui valori comuni e la sicurezza condivisa. Rivedute anche le linee guida sulla governance del Dialogo dell’UE con i Giovani, per aggiornarne la struttura in vista del 2027.

Nel settore sportivo, il Consiglio ha adottato conclusioni su un approccio integrato allo sport e all’attività fisica in ambito educativo. L’obiettivo è contrastare la sedentarietà giovanile, rafforzare il benessere psico-fisico e promuovere lo sport come abitudine di vita.

Un altro tema centrale è stato il ruolo degli atleti nella definizione delle politiche sportive, valorizzando il loro contributo nell’elaborazione e attuazione delle strategie del settore.

Tra i temi discussi anche: il contributo dell’UE alla memoria storica europea. Argomento, purtroppo, ostico per le varie agenzie europee, a partire dall’EACEA che, come ricorda anche il programma CERV, di fatto esclude le tante “tragedie dimenticate” dall’establishment europeo, privilegiando il finanziamento per le ricorrenze legate alla Seconda Guerra Mondiale e ai suoi principali regimi dittatoriali, mentre nulla è dovuto per la commemorazione, per esempio, della questione dell’esodo giuliano dalmata o delle guerre balcaniche degli anni ’90.

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