Consiglio regionale, via libera al Rendiconto 2024 tra tensioni e accuse di incoerenza politica.
Il Consiglio regionale ha approvato con 28 voti favorevoli, 19 contrari e 2 astenuti il Disegno di legge n.118 relativo al Rendiconto generale e al Rendiconto consolidato della Regione Sardegna per l’esercizio finanziario 2024.
A illustrare il testo è stato il presidente della Terza Commissione, Alessandro Solinas (M5S), relatore di maggioranza: “Dopo la parificazione della Corte dei Conti, il testo è stato trasmesso al Consiglio il 17 luglio. La Terza Commissione lo ha approvato il 23 luglio. Dal Rendiconto emergono alcuni aspetti positivi, primo fra tutti il saldo di 3,7 miliardi di euro. Tolte le risorse vincolate, saranno disponibili circa 750 milioni che potranno essere utilizzati in sede di assestamento. L’auspicio è che l’assestamento venga approvato in tempi rapidi”.
Ben più critico l’intervento del relatore di minoranza, Fausto Piga (Fratelli d’Italia), che ha accusato la maggioranza di incoerenza politica rispetto al recente passato: “Oggi si chiude l’esercizio finanziario 2024. Quando l’assessore Meloni è venuto in Commissione, ho condiviso alcuni passaggi, ma c’è qualcosa che stona: l’ipocrisia della maggioranza, che oggi giustifica ciò che nella scorsa legislatura la faceva indignare. Dovreste chiedere scusa ai sardi per l’opposizione che avete fatto. Oggi sostenete l’esatto contrario di ciò che dicevate. Immagino cosa avreste detto a ruoli invertiti”.
Piga ha poi sollevato dubbi sulla possibilità di approvare la variazione di bilancio entro l’8 agosto, ricordando le critiche della Corte dei Conti sui ritardi legati al PNRR e alla legge finanziaria: “La Corte dei Conti vi ha bacchettato per i ritardi nella spesa dei fondi Pnrr, nell’approvazione della legge finanziaria, nella spesa e nella programmazione – ha detto il relatore di minoranza – a parti invertite avreste urlato e lanciato accuse. Noi non lo faremo ma vi chiediamo un cambio di passo, così non si può andare avanti. Nelle scorse settimane lo hanno detto anche il Pd, i Progressisti e Sinistra Futura. Dovevate cambiare tutto ma non avete cambiato nulla. Il vostro obiettivo è approvare la variazione entro l’8 di agosto, mi sembra una scadenza altamente improbabile visti i tempi stabiliti dal Regolamento. Suggeriamo alla maggioranza di stralciare i temi più importanti (dermatite bovina, ristori per gli incendi etc) e di approvarli con un 102. Non approveremo a scatola chiusa una variazione di bilancio da 1 miliardo di euro”.
A fare chiarezza sulla natura del provvedimento è stato l’assessore al Bilancio Giuseppe Meloni: “E’ un rendiconto che si riferisce a un periodo a cavallo di due legislature. Ci sono cose positive e negative – ha detto l’assessore – l’auspicio ora è che si possa approvare la variazione di bilancio prima della pausa estiva. Il provvedimento contiene misure per la soluzione di diverse emergenze. Lo stralcio di alcuni provvedimenti non è semplice. Ci sono da coprire debiti fuori bilancio ed equilibri finanziari da garantire prima di procedere con la spesa. E’ importante che questo si sappia”.
A prendere le distanze dalla maggioranza è stato infine Paolo Truzzu, capogruppo di Fratelli d’Italia, che ha annunciato il voto contrario: “Il rendiconto è un provvedimento tecnico. Tuttavia, nonostante le parole pacate dell’assessore, ci sono alcune cose da sottolineare. Oggi venite a dirci che c’è la necessita di accelerare la spesa e fare tutto di corsa. Lo avete fatto anche con la variazione di fine anno e con la legge finanziaria. Attribuire i ritardi alla precedente legislatura è inaccettabile. Ci dite che non si può procedere con degli stralci. Eppure lo avete fatto lo scorso anno. Perché ora non è più possibile?. L’Aula deve poter discutere su temi importanti non si può sempre fare tutto di fretta”.
Approvato il passaggio agli articoli, l’Aula ha dato il via libera definitivo al rendiconto. Resta ora da vedere se l’assestamento di bilancio (meglio chiamarla la nuova greppia di via Roma), già al centro del confronto, riuscirà a essere approvato prima della pausa estiva, come auspicato dalla Giunta.
