12 Ottobre 2026
Politica

Consiglio Regionale, sì unanime alla legge per l’elezione diretta dei presidenti di Provincia.

Con un voto unanime di 50 favorevoli, il Consiglio regionale della Sardegna ha approvato la proposta di legge nazionale n.1/A che introduce l’elezione diretta del Presidente della Provincia e del Consiglio provinciale, dopo oltre un decennio di commissariamenti e votazioni di secondo livello.

La norma, promossa dal capogruppo del Partito Democratico Roberto Deriu, punta a modificare la legge Delrio del 2014. L’iniziativa – non poteva essere altrimenti per chi vive di politica – ha raccolto il consenso trasversale di tutte le forze dell’Aula, anche se non sono mancate divergenze su aspetti come l’elezione del sindaco metropolitano, tema sollevato con forza da Sardegna 20Venti e Fratelli d’Italia.

Nel corso del dibattito in Aula, i consiglieri di maggioranza e opposizione hanno ricordato gli effetti negativi della riforma Delrio, denunciando il vuoto istituzionale lasciato dalla soppressione delle province elettive e i riflessi negativi soprattutto nei territori più periferici e nei piccoli comuni.

Aula, nonostante le evidenti criticità nell’Isola, che continua a guardare altrove, al proprio ombelico, e per la quale attraverso l’approvazione della legge “è stato restituito il diritto delle comunità a essere autogovernate”. Non è mancato poi chi, nel corso della discussione, ha spinto per l’indizione delle elezioni provinciali entro il 30 settembre, ritenendole “non rinviabili”.

Franco Mula (FdI), ha poi ripercorso le tappe che avevano portato all’esito del referendum per l’abrogazione delle Province, sottolineando che in quel momento “c’era una tale disaffezione dalla politica che se i cittadini avessero detto sì, probabilmente, sarebbero stati aboliti anche i Comuni” e accusando il Partito Democratico dell’approvazione proprio della Legge Delrio oggi contestata proprio dalla maggioranza di centrosinistra al Governo della Regione Sardegna: “E’ stato un errore”, ha detto, “come lo è stato quello dell’istituzione delle Unioni dei Comuni”.

Infine, unanime anche il via libera alla proposta di legge n.116 che prevede l’esonero dalla prestazione di garanzie finanziarie (fideiussioni comprese) per soggetti che svolgano attività di interesse pubblico, come i GAL, FLAG e associazioni del terzo settore. Un provvedimento ritenuto “indispensabile” da tutti i gruppi per sbloccare fondi regionali e garantire l’efficienza degli interventi locali. Cade, insomma, un altro limite all’insostenibile ingordigia dei cosiddetti “enti inutili” nell’isola mantenendo nel contempo inalterate le richieste di garanzie per l’accesso ai contributi per gli aspiranti imprenditori giovani (e non) nell’isola. Gruppi vulnerabili per i quali la fideiussione, invece, continuerà a rappresentare un ostacolo insormontabile per l’apertura di una azienda.

Il Consiglio regionale della Sardegna, insomma, anche per le minime azioni e alla luce delle crescenti criticità regionali (spopolamento, esclusione dei gruppi fragili, a partire dai giovani), si rivela un pessimo legislatore. L’obiettivo, per i “60 inutili” di via Roma, resta sempre lo stesso: la rielezione…