Consiglio regionale, Pintus e Agus entrano nel Pd: nasce il gruppo “PD-Progressisti”. Cosa non si fa per restare a galla!
Il cambio di casacca dei progressisti è stato ufficializzato oggi in Consiglio regionale. Presentato come una naturale evoluzione, il tempismo della scelta, visto l’approssimarsi delle elezioni politiche fa pensare più ai calcoli politici che alle convinzioni. Parafrasando una frase tipica del lessico progressista massimalista “la sopravvivenza politica non si negozia, si pretende”.
Uun copione già scritto, dunque, l’adesione dei consiglieri Pintus e Agus al gruppo del Partito democratico e la modifica in consiglio regionale del gruppo, ora denominato “PD-Progressisti”.
Un’etichetta nuova per una sostanza vecchia, verrebbe da dire. Perché la mossa, segna la fine di una lunga rappresentazione: quella dei progressisti nei panni dei “finti ribelli”, sempre pronti a marcare la distanza dal Pd a parole, salvo poi accomodarsi nello stesso gruppo quando i numeri e le convenienze lo suggeriscono.
Del resto il precedente non manca. È la stessa logica che, alle ultime elezioni regionali, portò allo scarica barile su Soru. Cosa non si fa per restare a galla cari compagni dell’allora via Puccini! O forse non c’è nulla di cui sorprendersi, dato che lo stesso Massimo Zedda, allora acerbo consigliere comunale dell’Ulivo, è emerso proprio in quel contesto.
Restano, dunque, alcune domande semplici, che meriterebbero risposta dai diretti interessati: che cosa è cambiato, nei programmi e nelle posizioni, rispetto a ieri? Quali battaglie, finora rivendicate come distintive, verranno portate avanti dentro il nuovo gruppo? E agli elettori che li avevano scelti proprio per la loro autonomia, chi spiegherà il passaggio?
Basterà un seggio al Parlamento per sentirsi meglio con la proopria coscienza? La vostra claque continuerà a distinguersi per il suo innegabile analfabetismo funzionale, perdonandovi?
