7 Settembre 2026
Politica

Consiglio regionale, le priorità dei “magnifici” di via Roma: ferrovie turistiche e ritocchi al regolamento interno.

Mentre la Sardegna aspetta risposte su sanità, lavoro e sviluppo, il parlamentino sardo si riunisce nuovamente domani per le solite iniziative di piccolo cabotaggio, a partire dalle “modifiche” al proprio regolamento interno.

Chi si aspettasse all’ordine del giorno qualche grande riforma, qualche scelta coraggiosa sul futuro dell’isola, resterà deluso.

I lavori dell’assemblea si apriranno domani con l’esame del Testo Unificato 195-196/A: modifiche alla legge regionale n. 4 del 6 febbraio 2026 sulle ferrovie turistiche della Sardegna e sulla Fondazione Trenino verde storico. Una legge approvata appena tre mesi fa, già da riaggiustare. Segue la Proposta di modifica del Regolamento interno n. 2/A.

È la fotografia fedele di una legislatura , la XVII , che fatica a lasciare tracce profonde nell’agenda reale dei sardi.

Da mercoledì, compatibilmente con i lavori dell’aula , formula che nella prassi parlamentare sarda significa spesso “se e quando” , si riuniranno tre commissioni.

La Prima commissione (Autonomia) si riunirà alle 11 per esaminare una proposta di legge nazionale sull’integrazione dello Statuto speciale in materia di elezione diretta degli organi degli enti di area vasta. Anche qui, sono incontrovertibili “le priorità” per i consiglieri regionali.

In Seconda commissione (Cultura e Lavoro), invece, è in rogramma l’audizione dell’assessora al Lavoro Desirè Alma Manca sulle linee guida per i tirocini di orientamento e inserimento. Seguiranno l’esame degli statuti dell’Ente regionale per il diritto allo studio universitario di Cagliari e di Sassari e la proposta di legge sull’istituzione del servizio di supporto psicopedagogico scolastico, forse il provvedimento più sostanziale della giornata.

La Sesta commissione (Sanità), infine, è quella che lavora sul fronte più caldo. Alle 10 di mercoledì l’assessora regionale ad interim alla Sanità, Alessandra Todde, illustrerà il proprio parere su una serie di provvedimenti legati alla programmazione dell’assistenza territoriale ai sensi del decreto ministeriale 77 del 2022: le case di comunità, gli ospedali di comunità, i requisiti per le strutture sociali, le comunità di sostegno per gestanti e madri con bambino. Tutti atti che rientrano nell’attuazione del PNRR sanitario e che avrebbero dovuto (dato che mancano sempre i medici e gli infermieri) disegnare la rete territoriale del futuro.