Consiglio regionale della Sardegna, verso l’ennesima seduta inutile: tante mozioni, poco interesse per i sardi
Ancora una volta il Consiglio regionale si prepara a riunirsi, domani 15 aprile dalle 10:30, con un’agenda lunga e apparentemente ricca, ma che, nei fatti, dice poco o nulla ai cittadini sardi. Nove mozioni, una richiesta di istituzione di una Commissione d’inchiesta e una sfilza di temi che sembrano parlare più alle lobby locali e agli equilibri di partito che ai problemi reali dell’Isola.
L’unico punto che tocca davvero le tasche e la quotidianità dei sardi, forse, è la proposta di abbattimento dell’addizionale comunale sui diritti d’imbarco nel trasporto aereo (operazione che richiederebbe circa 34 milioni di euro ogni 12 mesi). Per il resto, il copione è sempre lo stesso: proposte più ascrivibili all’amministratore locale che al legislatore (qualcuno/a proprio non vuole capire la differenza dei due ruoli in via Roma), buone intenzioni, annunci e nessuna svolta concreta. In via Roma, di fatto, non cambia mai nulla.
Si parte con la mozione sulla sanità: l’ennesima richiesta di un piano per riorganizzare un sistema in affanno cronico tra pronto soccorso al collasso, liste d’attesa infinite e servizi territoriali carenti. Un tema cruciale, certo, ma trattato ancora una volta sul piano delle dichiarazioni, senza garanzie di interventi reali. Nessuna proposta concreta, infatti, arriva per l’aumento del budget per la sanità privata. L’unico alleato, in un paradigma regionale dove mancano i medici e gli infermieri, per la riduzione delle liste d’attesa.
A seguire, una sequenza di provvedimenti che difficilmente sposteranno l’ago della bilancia per i cittadini: il distretto del sughero, le criticità nell’accoglienza dei minori stranieri, l’introduzione del biologo nutrizionista nei percorsi sanitari, il sostegno a Radio Radicale (“grande” Roberto Deriu!), interventi su occupazione e manutenzione stradale, il principio di insularità per le merci, fino alla revisione del disciplinare dei barracellari. Temi eterogenei, frammentati, spesso scollegati dalle urgenze più sentite.
Sul tavolo anche la proposta di istituire una Commissione d’inchiesta su criminalità organizzata, infiltrazioni mafiose e corruzione in Sardegna. Un’iniziativa importante sulla carta, ma che rischia di trasformarsi nell’ennesimo organismo senza reali poteri incisivi. Senza contare l’incoerenza di fondo degli onorevoli di via Roma e dell’istituzione in generale.
Intanto proseguono i lavori delle Commissioni permanenti, tra ferrovie turistiche, contributi allo sport dilettantistico, sostegno alle emittenti locali (le stesse che producono quotidianamente disinformazione e autocelebrazione delle istituzioni che foraggiano) e festival culturali. Anche qui, una lunga lista di interventi che sembrano rispondere più a interessi di settore che a una visione complessiva di sviluppo. Nel frattempo, poco e nulla si fa per la trasparenza in Consiglio regionale sui curricula dei dipendenti dei gruppi consiliari.
Giovedì sarà ascoltata anche l’assessora Ilaria Portas su sport e comunicazione locale, mentre si discuterà di supporto psicopedagogico nelle scuole. Temi legittimi, ma che, inseriti in questo contesto, rafforzano l’impressione di un’attività legislativa dispersiva e poco incisiva.
Il risultato? Un Consiglio regionale che continua a produrre atti e discussioni, ma senza incidere davvero sulla vita dei sardi. Tra mozioni, audizioni e tavoli tecnici, la sensazione è sempre la stessa: tanto rumore, pochi fatti. E legislatori sempre più lontani dai problemi concreti dell’Isola. E a breve arriva anche l’assestamento di bilancio in Consiglio: ovvero la nuova greppia per le lobby e groupies di partito.
