Consiglio europeo, David Sassoli: “Oggi finalmente l’Europa può ridurre le disuguaglianze”.

Il Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, durante il suo discorso di apertura al Consiglio europeo di giugno, ha sottolineato la necessità per l’Europa di mantenere le promesse fatte ai cittadini sul certificato digitale europeo e sulla lotta per la riduzione delle disuguaglianze nella fase di ripresa post Covid-19: “La cosa peggiore – ricorda il Presidente – sarebbe avere suscitato nei nostri cittadini e nelle nostre imprese aspettative che poi vengono deluse dalla mancanza di accordo fra gli Stati membri”.

“Il progetto europeo che vogliamo costruire deve tenere conto delle esigenze dei lavoratori. Deve concentrarsi sulla lotta alla povertà e la riduzione delle disuguaglianze. Deve occuparsi della dignità delle persone, in una retribuzione equa per le lavoratrici e i lavoratori. Sono questi gli impegni che abbiamo preso nel corso del vertice sociale tenutosi a Porto il mese scorso e che ora dobbiamo rispettare”.

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Il Presidente Sassoli ha anche ribadito le preoccupazioni del Parlamento europeo sui recenti avvenimenti in Ungheria: “Per essere forti e convincenti sulla scena internazionale, dobbiamo essere coerenti e garantire l’applicazione dello stato di diritto e dei diritti fondamentali che chiediamo agli altri di rispettare. La discriminazione, sia essa razziale, religiosa, basata sull’orientamento sessuale o altro, è incompatibile con i valori fondamentali dell’UE. Ecco perché siamo preoccupati delle recenti iniziative legislative intraprese in Ungheria. Nessuna tradizione o altra cosiddetta specificità culturale può giustificare il mancato rispetto della dignità umana”.

Sul rafforzamento di una politica sanitaria europea, Sassoli ha poi evidenziato che “Tassello dopo tassello abbiamo la possibilità di costruire le competenze e i meccanismi necessari per una politica comune della salute”.

Il Presidente ha anche sottolineato la necessità di una politica comune sulla migrazione e l’asilo: “Sappiamo che la dimensione esterna è essenziale e che soltanto insieme ai nostri partner potremo pensare di governare la mobilità delle persone, forzata o volontaria, nel rispetto dei loro diritti”.

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“Sappiamo però anche che la dimensione esterna da sola non basta se non sapremo darci una politica comune di migrazione e asilo al nostro interno. Qual è la comune responsabilità davanti a questo fenomeno globale?”

“Il Parlamento europeo – prosegue – sta lavorando alle misure contenute nel Patto per la migrazione e l’asilo e siamo pronti a negoziare in modo pragmatico e utile. È evidente che si tratta di una materia politicamente sensibile, ma non è più accettabile che la sorte delle persone sia legata alle vicende elettorali nei nostri Stati membri”.

“Dobbiamo definire norme comuni per l’accoglienza delle persone durante lo sbarco e per il salvataggio in mare. Non possiamo rinviare la riflessione su vie regolari di immigrazione controllata. Dobbiamo lavorare insieme su corridoi umanitari e sugli strumenti offerti dalla politica comune dei visti per tutelare chi fugge da persecuzioni e guerre e ha diritto alla protezione internazionale”.

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Infine, a proposito degli sviluppi nello scenario internazionale, Sassoli ha invitato l’Europa a parlare con una sola voce: “Durante la visita del Presidente Biden, l’Unione Europea ha chiarito che l’Oceano Atlantico è il nostro mare comune e che la democrazia e lo stato di diritto sono valori essenziali su entrambe le sponde”.

“Vorrei inoltre ricordarvi di rimanere coerenti e uniti tra noi nei confronti della Russia. Ogni iniziativa di dialogo con le autorità russe è benvenuta ma per essere efficace deve avvenire a livello dell’UE. Dobbiamo parlare con una sola voce. La nostra debolezza è la loro forza”.

foto Porto Social Summit © Portuguese Presidency of the Council of the European Union 2021 – Ricardo Castelo