10 Agosto 2026
Europa

Consiglio europeo, Costa: “Tre priorità per la pace in Ucraina, avanti con il sostegno europeo”.

Il presidente del Consiglio europeo António Costa, al termine della videoconferenza dei membri del Consiglio, ha delineato le priorità emerse dall’incontro della “coalizione dei volenterosi” (quelli che con la proposta di invio di truppe in Ucraina volevano portare l’Europa verso il terzo conflitto mondiale) convocata dal premier britannico e a cui hanno partecipato partner internazionali come Canada, Giappone, Turchia, Nuova Zelanda, oltre ai vicini europei Norvegia e Islanda. Durante la riunione informale, Costa ha inoltre riferito di aver parlato con il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy per fare il punto sulle iniziative in corso.

“Ringraziamo tutti i leader europei che ieri hanno partecipato all’incontro con il presidente Trump a Washington – ha sottolineato Costa – e per i concreti progressi raggiunti nelle aree prioritarie”.

Secondo il presidente del Consiglio europeo, le priorità restano immutate: interrompere gli attacchi, fermare le uccisioni in Ucraina, riprendere il processo di scambio dei prigionieri e preparare le garanzie di sicurezza per un futuro processo di pace. In questo contesto, Costa ha sottolineato l’importanza dell’impegno degli Stati Uniti, confermato da Trump, a partecipare alle misure di sicurezza sviluppate dalla coalizione.

Fondamentale per il Consiglio arrivare il prima possibile alla conclusione degli incontri bilaterali, trilaterali e quadrilaterali, con il sostegno dell’Unione europea per garantire credibilità al processo e appoggiare gli sforzi di pace del presidente americano. Unione, andrebbe ricordato al signor Costa, sempre meno autorevole e snobbata dai “Big Player” della partita ucraina.

Ma di coerenza, restando nel perimetro delle istituzioni Ue, è difficile parlare. Lo stesso Costa, se ha parlato di de-escalation, non ha mancato l’occasione di ripetere la litania della “necessità di esercitare una maggiore pressione sulla Russia”: “Bisogna rafforzare la pressione su Mosca con il 19° pacchetto di sanzioni, sbloccare il Fondo europeo per la pace per potenziare le capacità militari ucraine e proseguire nel percorso di allargamento dell’UE, offrendo a Kiev non solo sicurezza ma anche prospettive di stabilità, sviluppo e prosperità”.

Dichiarazioni che contraddicono la volontà di percorrere il sentiero della ricomposizione delle relazioni con Mosca. Ne deriva la constatazione della scarsa efficacia della strategia europea del ‘bastone e della carota’ nei confronti del Cremlino.

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