Consiglio Affari Esteri UE, Kallas: “Il mondo sta cambiando, l’Europa deve rafforzarsi”.
Si è conclusa a Bruxelles una riunione definita “molto produttiva” dei ministri degli Esteri dell’Unione europea. In conferenza stampa, l’Alta rappresentante Kaja Kallas ha tracciato un quadro netto delle sfide globali del 2026, sottolineando come il contesto internazionale sia segnato da una crescente imprevedibilità e da un mutamento degli equilibri geopolitici.
Secondo Kallas, la Russia rappresenta una minaccia immediata, la Cina una sfida strategica di lungo periodo e il Medio Oriente resta un’area di instabilità cronica. A questi fattori si aggiunge una nuova variabile: la ridefinizione dei rapporti transatlantici. “Quando l’Europa è divisa è debole, ed è più esposta alle pressioni esterne”, ha avvertito, ribadendo la necessità di rafforzare l’unità interna e approfondire le partnership internazionali, citando come esempio recente gli accordi raggiunti con l’India. In questo contesto, una nuova strategia europea per la sicurezza potrebbe rappresentare una guida fondamentale per il futuro.
Ampio spazio è stato dedicato alla guerra in Ucraina. Kallas ha accusato la Russia di non compiere alcuno sforzo credibile verso la pace, definendo crimine di guerra l’attacco a un treno passeggeri e i bombardamenti su infrastrutture civili, ospedali, scuole ed edifici residenziali. “Mosca non riesce a vincere sul campo e tenta di trasformare l’inverno in un’arma”, ha dichiarato.
L’energia diventa così un nuovo fronte del conflitto. L’UE ha risposto con il più grande pacchetto di aiuti invernali mai varato, che comprende forniture di emergenza, fondi e consegne energetiche. Solo oggi sono stati inviati 500 generatori aggiuntivi e stanziati 50 milioni di euro per il settore, portando il fondo energetico complessivo oltre 1,6 miliardi di euro. Bruxelles valuta inoltre la creazione di una task force con Kiev per migliorare il coordinamento degli aiuti e chiede agli Stati membri di rafforzare le scorte di difesa aerea.
Parallelamente, aumenta la pressione economica su Mosca: l’UE ha inserito la Russia nella lista nera per il rischio di riciclaggio di denaro, rendendo più costose e lente le transazioni bancarie. Procedono anche i lavori sul prestito da 90 miliardi di euro e sul ventesimo pacchetto di sanzioni. Tra le proposte in discussione, anche il divieto di ingresso nello spazio Schengen per ex combattenti russi, per motivi di sicurezza. Proseguono inoltre i piani per i contributi europei alle future garanzie di sicurezza per l’Ucraina, dalla formazione militare al sostegno all’industria della difesa e al percorso di adesione all’UE.
Sul fronte della giustizia internazionale, l’Unione ha stanziato i primi 10 milioni di euro per la creazione di un Tribunale speciale sul crimine di aggressione. “La Russia ha iniziato questa guerra e deve risponderne”, ha ribadito Kallas.
I ministri hanno affrontato anche la situazione in Iran, condannando la risposta del Governo alle proteste. È stato deciso di designare i Guardiani della Rivoluzione come organizzazione terroristica, equiparandoli a gruppi come Daesh, Hamas, Hezbollah e al Qaeda (gruppo del quale ha fatto parte pure il ripulito al-Sharaa, leader di un governo che sta incassando miliardi di euro dall’Ue). Sono state inoltre adottate nuove sanzioni contro i responsabili delle violenze, incluso il ministro dell’Interno, e rafforzate le misure contro il sostegno militare iraniano alla Russia.
Sulla Siria, Kallas ha descritto un Paese ancora estremamente fragile. Pur accogliendo positivamente il cessate il fuoco e l’apertura dei corridoi umanitari, l’UE sottolinea la necessità di una transizione politica inclusiva e di una riconciliazione nazionale per evitare un ritorno al caos, con la minaccia dell’ISIS ancora presente.
Per quanto riguarda Gaza, l’attenzione resta concentrata sul sostegno al piano di pace e sulla riapertura del valico di Rafah tra Gaza ed Egitto, considerata un segnale chiave di progresso. L’UE si prepara a ridispiegare il proprio personale e a rafforzare il ruolo della missione EUPOL COPPS nella formazione della polizia e delle istituzioni giudiziarie palestinesi, estendendo anche le attività di addestramento in Giordania. Secondo Bruxelles, la sicurezza di Gaza dovrà essere affidata ai palestinesi e la ricostruzione sarà legata al processo di demilitarizzazione.
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