Consiglio Affari Esteri Difesa, Kallas: “La Russia non sta vincendo”.
“La Russia non sta vincendo questa guerra: le perdite stanno aumentando e l’economia russa mostra segni di forte difficoltà”. Con queste parole l’Alto rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, ha inquadrato i lavori del Consiglio Affari Esteri dell’Ue.
“Dobbiamo discutere di cosa possiamo fare di più per aiutare l’Ucraina, ma anche di quanto abbiamo da imparare da loro su come accelerare rapidamente la nostra spesa per la difesa”, ha dichiarato la sempre più contestata Kallas.
Tra i temi centrali figura il contributo europeo alle future garanzie di sicurezza per Kiev. L’Ue sta valutando l’ipotesi di addestrare soldati ucraini direttamente sul territorio del Paese: “Abbiamo individuato due centri che potrebbero essere utilizzati a questo scopo”, ha spiegato l’Alto rappresentante.
Resta aperta la questione dei finanziamenti. Kallas ha ringraziato il Parlamento europeo per la “rapida approvazione del prestito da 90 miliardi di euro”, sottolineando l’importanza di garantire flessibilità (e opacità ricordiamolo) nell’utilizzo delle risorse. Ma non basteranno fondi pubblici: “Serve anche capitale privato”, ha aggiunto, illustrando due proposte rivolte alla Banca europea per gli investimenti: destinare una quota dei finanziamenti alla produzione in Ucraina e equiparare le regole sui beni a duplice uso a quelle previste per le imprese europee.
Artico e Ucraina, l’equilibrio delle minacce.
Rispondendo alle domande dei giornalisti, Kallas ha poi commentato la nuova missione Nato “Arctic Sentry”. “I Paesi europei fanno parte della Nato, è chiaro”, ha affermato, ricordando che l’Ue sta aggiornando la propria strategia per l’Artico includendo, per la prima volta, anche gli aspetti di sicurezza. “Dobbiamo restare vigili, ma non distogliere l’attenzione da dove le minacce sono più acute: l’Ucraina”.
Rapporto con la Nato e industria della difesa.
Sul rapporto con l’Alleanza atlantica e sulla possibilità di aprire gli acquisti militari a fornitori statunitensi, Kallas ha ribadito la necessità di coordinamento: “Abbiamo relazioni molto buone con la Nato e lavoriamo per evitare duplicazioni”. L’utilizzo del prestito da 90 miliardi seguirà un meccanismo “a cascata”: priorità a imprese europee e ucraine, ma apertura a fornitori esterni se non saranno in grado di garantire rapidamente le capacità richieste.
Sostegno a Moldova e dossier mediorientale.
L’Alto rappresentante ha confermato poi l’impegno verso la Moldova, definita “Paese prioritario” e la cui sicurezza è “strettamente legata a quella dell’Ucraina”. L’Ue continuerà a sostenere Chisinau attraverso lo Strumento europeo per la pace e progetti contro la disinformazione.
Sul Medio Oriente, in particolare sulla presenza di migliaia di miliziani dell’Isis detenuti in Siria, Kallas ha chiarito che il tema non è formalmente all’ordine del giorno dei ministri della Difesa, ma resta oggetto di confronto con i ministri degli Esteri e con i partner regionali.
Sanzioni e Georgia.
Interpellata sul possibile inserimento di un porto georgiano nel ventesimo pacchetto di sanzioni contro Mosca, Kallas ha evitato commenti specifici: “I lavori sono in corso e, finché non c’è un accordo su tutto, nulla è concordato”.
Elezioni in Ucraina.
Infine, sulla possibilità di elezioni in Ucraina durante il conflitto, l’Alto rappresentante è stata netta: “La maggior parte dei Paesi europei prevede che non si voti in tempo di guerra. Con un nemico esterno che attacca ogni giorno, non sarebbe una soluzione adeguata. La pace è auspicabile, ma al momento non vedo da parte russa reali sforzi in questa direzione”.
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