8 Agosto 2026
Europa

Consiglio Affari Esteri dell’UE: “La Russia non ha alcun interesse per la pace”.

Il Consiglio Affari Esteri dell’Unione Europea si è riunito a Bruxelles per discutere della guerra di aggressione russa contro l’Ucraina. All’incontro ha partecipato di persona il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, che ha illustrato ai ministri la situazione sul terreno, le priorità più urgenti di Kiev e gli sviluppi diplomatici in corso.

I ministri hanno poi esaminato nuove modalità per aumentare la pressione su Mosca, tra cui l’elaborazione del 19º pacchetto di sanzioni contro la Russia. “L’Ucraina è pronta a un cessate il fuoco incondizionato sin da febbraio, ma la Russia non ha alcun reale interesse per la pace. Tutti noi sosteniamo gli sforzi del presidente Trump per porre fine al conflitto, ma Putin negozierà seriamente solo quando penserà di stare perdendo”, ha dichiarato Kaja Kallas, Alto Rappresentante dell’UE.

Sostegno militare e finanziario a Kiev.

Nel corso del dibattito, i ministri hanno analizzato ulteriori strumenti di sostegno militare e finanziario all’Ucraina, anche attraverso l’uso dei beni russi immobilizzati.
La discussione si è concentrata sulle nuove offensive russe contro le infrastrutture energetiche ucraine, in vista dell’inverno. “Come ci ha riferito il ministro Sybiha, gli attacchi terroristici russi contro la rete energetica si stanno intensificando. Mosca mira a colpire la popolazione civile. Abbiamo invitato la Commissione Europea a proporre nuove misure per rafforzare la sicurezza energetica ucraina. Gli Stati membri si sono impegnati a contattare paesi terzi per forniture di gas e materiali di riparazione”, ha aggiunto Kaja Kallas.

Kallas ha inoltre annunciato un rafforzamento delle misure contro la “flotta ombra” di Mosca, con una migliore coordinazione europea in materia.
Finora, 26 Stati membri hanno confermato la propria adesione al Tribunale speciale per i crimini di aggressione contro l’Ucraina.

Relazioni UE–Indo-Pacifico.

Il Consiglio ha discusso anche dei rapporti tra l’Unione Europea e la regione Indo-Pacifico, approvando due set di conclusioni rispettivamente sull’India e sull’intera area indo-pacifica. “Questa regione è un partner fondamentale per l’Unione Europea. Insieme rappresentiamo oltre il 70% del commercio mondiale di beni e servizi. Il mese prossimo ospiteremo a Bruxelles il Forum ministeriale Indo-Pacifico, con circa 80 delegazioni: uno dei maggiori eventi diplomatici in Europa quest’anno. Ciò dimostra la nostra volontà di rafforzare la cooperazione su commercio, tecnologia e sicurezza”,
ha dichiarato Kaja Kallas.

Situazione in Medio Oriente.

Il Consiglio ha esaminato la situazione in Medio Oriente alla luce dell’avvio della prima fase del Piano globale per porre fine al conflitto di Gaza, proposto dal presidente Trump il 29 settembre e operativo dal 10 ottobre, che prevede un cessate il fuoco. “Il cessate il fuoco a Gaza ha appena superato la sua prima grande prova. Gli attacchi di Hamas contro civili palestinesi e il rifiuto di disarmare rendono la tregua sempre più fragile. L’Unione Europea resta il principale finanziatore dell’Autorità Palestinese e il maggiore donatore umanitario per Gaza. La nostra missione di assistenza alle frontiere è pronta a intervenire”, ha affermato ancora Kaja Kallas.

I ministri hanno discusso su come rafforzare il sostegno europeo al piano di pace, anche attraverso aiuti alla governance e alla ricostruzione, nonché sulle misure proposte dalla Commissione Europea riguardo a Israele. “Il cessate il fuoco ha cambiato il contesto, ma senza progressi concreti sul terreno e più aiuti umanitari verso Gaza, la minaccia di sanzioni rimane sul tavolo”, ha concluso Kallas.

Altri temi all’ordine del giorno.

Durante la sessione dedicata agli affari correnti, il Consiglio ha affrontato la situazione nella Repubblica di Moldova, dopo le recenti elezioni che hanno confermato un forte sostegno popolare a un futuro europeo. È stata annunciata un’iniziativa per modernizzare i metodi di osservazione elettorale dell’UE.

Il dibattito ha riguardato anche la situazione in Georgia, con aggiornamenti sulle elezioni municipali del 4 ottobre e sulle preoccupazioni per l’arretramento democratico. L’Alto Rappresentante ha infine comunicato che la Commissione presenterà entro l’anno il rapporto sul meccanismo di sospensione dei visti, offrendo ai ministri l’opportunità di valutare ulteriori misure.

foto Copyright European union