Condizioni di lavoro dei medici in Europa: tra stress, carenze e rischi professionali.
Un recente allarme lanciato dal Parlamento europeo (se mai ce ne fosse bisogno) mette sotto i riflettori la dura realtà dei medici in tutta Europa. Secondo uno studio della Federazione europea dei medici salariati (FEMS), le condizioni di lavoro dei medici soddisfano tutti i criteri di “lavoro usurante” definiti dalla Commissione nel 2016: esposizione prolungata a rischi fisici e psicosociali, ritmi di lavoro intensi, turni estenuanti e un’organizzazione lavorativa che può avere effetti duraturi sulla salute.
La situazione peggiora nelle specializzazioni più impegnative e a causa della carenza di personale: la pressione aumenta, così come lo stress fisico e mentale.
Sulle misure contro il deterioramento delle condizioni di lavoro dei medici europei la Commissione europea, attraverso Roxana Minzatu, ha evidenziato che l’Ue ha già stabilito regole minime sulla sicurezza e salute sul lavoro: la direttiva 2003/88/CE, per esempio, limita l’orario settimanale e garantisce periodi minimi di riposo e ferie retribuite, mentre la direttiva 89/391/CEE, ancora, impone ai datori di lavoro di valutare rischi fisici e psicosociali e di adottare misure preventive. Tuttavia, Bruxelles non intende definire criteri comuni per classificare tali rischi come “lavoro pericoloso”, né può armonizzare le retribuzioni o le norme nazionali sulle condizioni di lavoro dei medici, per limiti previsti dai trattati UE.
Nonostante ciò, la Commissione sostiene gli Stati membri nelle politiche sanitarie e nel miglioramento delle condizioni di lavoro. Tra le iniziative in corso, un’indagine dell’OMS Europa nell’ambito di EU4Health fornirà presto indicazioni per migliorare il benessere e la salute mentale del personale sanitario. Inoltre, progetti come la “Nursing Action” puntano a rafforzare la tutela degli infermieri e a promuovere il dialogo sociale nel settore ospedaliero a livello europeo.
Resta però aperta la domanda: in un contesto di crescente pressione e carenze, queste misure saranno sufficienti a proteggere davvero medici e infermieri dagli effetti di un lavoro sempre più usurante?
