Condizionalità e compatibilità degli aiuti UE al nuovo governo siriano di al-Jolani.
L’istituzione, a dicembre 2024, di un nuovo governo transitorio in Siria — dominato da gruppi riconducibili alla formazione jihadista Hayat Tahrir al-Sham — e l’annuncio di un maxi-pacchetto europeo da 2,5 miliardi di euro per sostenere la ricostruzione continuano ad accendere il dibattito politico a Bruxelles (meno tra la popolazione europea).
L’interrogazione degli eurodeputati PfE.
Un gruppo di deputati del gruppo Patriots for Europe, nel merito, ha presentato alla Commissione europea un’interrogazione scritta chiedendo chiarimenti sulle condizioni poste all’erogazione degli aiuti, alla luce delle violazioni dei diritti umani registrate nel Paese e delle tensioni settarie esplose nei mesi successivi alla transizione.
Tra i riferimenti citati dagli eurodeputati figurano i massacri ai danni di minoranze alauite e cristiane avvenuti a marzo 2025, la comunicazione del Servizio europeo per l’azione esterna, e l’introduzione, da parte delle nuove autorità siriane, di norme restrittive sull’abbigliamento femminile nelle spiagge pubbliche.
Da qui la richiesta degli interroganti alla Commissione circa la coerenza del sostegno europeo con le norme lesive della dignità femminile e delle minoranze in Siria.
La risposta della Commissione europea.
In una risposta firmata dall’Alto Rappresentante Kaja Kallas, la Commissione ha ribadito di seguire con “estrema preoccupazione” le violenze degli ultimi mesi e di aver condannato pubblicamente gli attacchi contro civili, inclusi quelli avvenuti sulle coste siriane e in luoghi di culto.
Bruxelles ha ricordato di aver richiesto indagini “trasparenti, credibili e imparziali” sui fatti e di aver accolto con favore il lavoro della Commissione internazionale d’inchiesta e della Commissione nazionale siriana per l’accertamento dei responsabili delle violenze settarie.
Fondi legati alla transizione inclusiva.
La Commissione, entrando nel merito dei fondi per la Siria, ha chiarito che i 2,5 miliardi di euro annunciati durante la conferenza di Bruxelles del marzo 2025 sono destinati a sostenere una transizione pacifica e inclusiva guidata dai siriani, favorire la ripresa socio-economica del Paese e rispondere alle necessità umanitarie, sia in Siria che nei Paesi che ospitano rifugiati (Giordania, Libano, Iraq, Turchia).
Ma può l’Ue fidarsi di un nuovo regime guidato da ex membri di Al-Qaeda per il rispetto degli impegni presi in materia di diritti umani e protezione di tutte le comunità siriane?
foto Car Loss Voniya da Pixabay.com
