15 Settembre 2026
PoliticaSardegna

Conclave, tra riti antichi e rigide regole: come si elegge il nuovo Papa.

Roma si prepara a vivere ancora una volta uno dei momenti più solenni e simbolici della tradizione cattolica: il conclave, la storica elezione del nuovo Pontefice. Tutto ha inizio con l’arrivo dei cardinali elettori, che si radunano presso Casa Santa Marta, la residenza vaticana scelta da Papa Francesco al posto dell’appartamento pontificio.

Il giorno dell’apertura ufficiale, i porporati partecipano alla Messa nella basilica di San Pietro, presieduta dal cardinale decano, attualmente Giovanni Battista Re. È l’ultimo momento pubblico prima che i cardinali si ritirino nella Cappella Sistina, dove si consumerà – rigorosamente a porte chiuse – l’elezione del nuovo Papa.

Il rito si apre con la celebre formula “Extra omnes” – tutti fuori – che sancisce l’uscita degli estranei e l’inizio ufficiale del conclave, il cui nome deriva dal latino cum clave, “con chiave”, a sottolineare l’isolamento totale dei partecipanti. A partire da quel momento, ogni contatto con l’esterno è vietato: telefoni, dispositivi elettronici e comunicazioni sono tassativamente proibiti.

All’interno della Cappella Sistina, allestita con banchi, urne e la tradizionale stufa dove saranno bruciate le schede, si svolgeranno le votazioni. Il regolamento prevede fino a quattro voti al giorno – due al mattino e due al pomeriggio – a partire dal secondo giorno. Nel primo, se si inizia nel pomeriggio, si tiene solo una votazione.

Ogni cardinale vota scrivendo il nome prescelto sulla scheda sotto la formula “Eligo in Summum Pontificem”. Dopo averla piegata, la depone su un piatto d’argento, facendola poi scivolare nell’urna. La fase dello scrutinio è meticolosa: due scrutatori leggono in silenzio, mentre il terzo proclama a voce alta il nome del candidato.

Perché l’elezione sia valida, è necessario raggiungere il quorum dei due terzi dei voti. In caso contrario, le schede vengono bruciate con una miscela che produce fumo nero, segnale che non è ancora stato eletto il nuovo Papa. Quando invece si raggiunge l’intesa, si aggiunge un colorante bianco che, attraverso il comignolo della Sistina, annuncia l’habemus papam al mondo.

Prima dell’annuncio ufficiale, il cardinale decano chiede all’eletto se accetta l’incarico e quale nome intende assumere. Segue un momento di raccoglimento nella cosiddetta “stanza delle lacrime”, nella sagrestia della Cappella Sistina, dove il nuovo Pontefice indossa per la prima volta l’abito papale.

Infine, è il cardinale protodiacono ad annunciare al mondo l’elezione dalla loggia centrale della basilica di San Pietro, dando lettura della storica formula: “Annuntio vobis gaudium magnum: habemus Papam”. Subito dopo, il nuovo Pontefice si affaccia per impartire la sua prima benedizione Urbi et Orbi, segnando l’inizio di un nuovo capitolo nella storia della Chiesa.

foto Maik da Pixabay.com