Comunicazione UE nel mirino, ESN: “Strumento di propaganda per costruire un’identità europea”.
Nuove accuse di propaganda politica investono la Commissione europea. Ad agitare le già “movimentate acque” sotto il profilo della trasparenza, è stato l’eurodeputato del gruppo dell’Europa delle Nazioni Sovrane, René Aust, contestando l’uso della “comunicazione strategica” da parte dell’esecutivo comunitario, definendola una vera e propria operazione di relazioni pubbliche istituzionalizzate volta a promuovere una visione unilaterale del processo di integrazione europea.
Secondo Aust, l’obiettivo della Commissione sarebbe quello di plasmare artificialmente un’identità europea, sostenendo e finanziando campagne comunicative che limiterebbero il pluralismo del dibattito pubblico e politico all’interno dell’Unione. Nulla di più vero e fondato guardando le stesse call promosse in Ue a sostegno del “pluralismo”.
Critiche, però, respinte dalla stessa presidente della Commissione europea (ricordiamolo, quella capace di spendere un miliardo in consulenze ogni anno), Ursula von der Leyen: “La Commissione – ha dichiarato – agisce nell’interesse generale dell’Unione europea e le sue attività di comunicazione mirano a informare i cittadini sulle politiche europee, non a orientarne ideologicamente l’opinione”. Basterebbe, però, fare due valutazioni sulle modalità adottate, per esempio, nella selezione dei Panel dei cittadini UE per essere in disaccordo con la “presidente tedesca”.
Von der Leyen, con la speranza di rafforzare il tono della propria risposta, ha poi fatto riferimento ai “dati dell’Eurobarometro 103 (Primavera 2025)” per evidenziare l’efficacia della comunicazione istituzionale: “Il 75% dei cittadini europei – dichiara – si sentono parte dell’UE, la percentuale più alta mai registrata dal 2010″.
Nel frattempo, lontano dalle narrazioni autoreferenziali e dalla retorica, la comunicazione dell’UE continua a perdere vigore come strumento di trasparenza democratica, alimentando invece derive centraliste e una narrazione sempre più uniforme.
