16 Ottobre 2026
PoliticaSardegna

Comuni italiani in ginocchio: oltre 1.000 enti in crisi finanziaria, 8 miliardi di debiti

L’Italia dei campanili ha un problema serio, e la Corte dei Conti lo mette nero su bianco: a fine 2024, sono 1.383 le procedure di crisi finanziaria avviate nei comuni italiani, 795 dissesti conclamati e 588 piani di riequilibrio, coinvolgendo complessivamente 1.001 enti locali. Di questi, 487 procedimenti sono ancora in corso, con una massa debitoria che supera gli 8 miliardi di euro e comunità per quasi 8 milioni di abitanti che vivono all’ombra del default amministrativo.

È il quadro impietoso che emerge dal referto monotematico sulle crisi finanziarie dei comuni, approvato dalla Sezione delle Autonomie della Corte dei Conti. Un documento che non si limita a contare i danni, ma denuncia l’inadeguatezza dell’attuale sistema normativo e chiede una riforma organica.

Una crisi a geometria variabile.

La geografia del dissesto racconta due Italie profondamente diverse. Su 880 procedure concentrate in Sicilia, Calabria e Campania, il Mezzogiorno si conferma l’epicentro della crisi, ma non è immune nemmeno il resto del Sud, con casi significativi a Brindisi, Chieti, Foggia, Lecce, Taranto e Potenza. Il Centro Italia registra numeri più contenuti, con l’eccezione del Lazio. Al Nord l’incidenza è marginale, ma non assente: Alessandria, Imperia, Savona, Segrate, Sesto San Giovanni e San Giuliano Milanese figurano tra le realtà coinvolte.

Un dato strutturale emerge con chiarezza: nei comuni più grandi il risanamento è più difficile, per via della maggiore complessità organizzativa. Nei piccoli centri, invece, gli interventi di accompagnamento consentono in genere un recupero più rapido dell’equilibrio finanziario.

Leggi vecchie per crisi nuove.

La Corte dei Conti non usa mezzi termini: l’attuale assetto normativo previsto dal Testo Unico degli enti locali non è più adeguato. Servono nuove regole, più efficaci e più flessibili. Un segnale positivo arriva dai “Patti con il Governo”, introdotti nel 2021-2022 per i comuni capoluogo: pur non essendo ancora recepiti nel TUEL, stanno producendo risultati concreti nelle situazioni più complesse, rafforzando la collaborazione tra livelli di governo. Venezia, Torino, Salerno e Genova sono tra i casi citati come esempi virtuosi di risanamento raggiunto anche senza ricorrere a procedure formali di crisi.

Guarda al futuro, invece, la proposta più innovativa contenuta nel referto: l’utilizzo di algoritmi e intelligenza artificiale per anticipare i segnali di squilibrio finanziario prima che degenerino in dissesto. In questa direzione si muove il progetto MoDì, un modello predittivo sviluppato dalla stessa Corte dei Conti per individuare tempestivamente i campanelli d’allarme nei bilanci comunali.