Comunali 2026: il centrodestra tiene, Venezia è la sorpresa della notte. De Luca “re” di Salerno
Quasi 750 comuni, oltre 6 milioni di elettori, 18 capoluoghi di provincia. Le amministrative 2026 restituiscono una mappa politica frammentata, dove le specificità locali contano spesso più delle bandiere di partito. Ma se c’è una lettura nazionale, è questa: il centrodestra regge , e in alcuni casi sorprende, nonostante arrivi dalla sconfitta referendaria sulla giustizia.
“E anche oggi, il tanto annunciato crollo del centrodestra lo rimandiamo a domani”, ironizza sui social la premier Giorgia Meloni. Non ha tutti i torti.
Venezia, il colpo grosso: Venturini vince al primo turno.
La notizia della notte arriva dalla laguna. Simone Venturini, 38 anni, ex assessore di Brugnaro, cattolico e scout, conquista Venezia già al primo turno e affonda le ambizioni del centrosinistra di riprendersi la città dopo dieci anni. Espugnare Venezia era un obiettivo dichiarato dalla segretaria dem Elly Schlein: mission fallita.
Reggio Calabria: l’unico ribaltone.
L’altro segnale forte del centrodestra arriva da Reggio Calabria, dove dopo dodici anni si consuma il solo vero cambio di casacca di questa tornata. Eletto sindaco Francesco Cannizzaro, coordinatore di Forza Italia in Calabria e sostenuto anche da Azione. “Avanza il centrodestra, la Lega conferma e conquista sindaci in tutta Italia”, esulta Matteo Salvini.
De Luca sbanca Salerno, ma è un caso a sé.
Vincenzo De Luca è sindaco di Salerno per la quinta volta. Vittoria plebiscitaria al primo turno, costruita su sette liste civiche e senza il simbolo del Pd , lui che ha intitolato un libro “Nonostante il Pd” e che ha inanellato negli anni attacchi feroci contro il suo stesso partito. Una vittoria difficilmente intestabile alla segreteria Schlein.
Sul fronte opposto, Meloni dovrà fare i conti con un dato che brucia: un campo largo compatto avrebbe potuto raggiungere l’80% a Salerno. Ma Avs e M5s hanno scelto di correre da soli.
La Toscana resiste.
Il centrosinistra tiene il fortino toscano. Matteo Biffoni è sindaco di Prato per la terza volta, Giovanni Capecchi si riprende Pistoia dopo nove anni. Vincono al primo turno anche Cascina, Sesto Fiorentino, Incisa e Figline Valdarno. “Uniti si vince”, esulta il Pd toscano. Schlein rivendica i risultati complessivi: “Quando siamo uniti come campo progressista siamo competitivi, e lo saremo anche alle prossime politiche”.
Gli altri segnali da tenere d’occhio.
A Messina il delfino di Cateno De Luca, Federico Basile, vince in scioltezza confermando il feudo di Sud chiama Nord. A Vigevano tiene banco Roberto Vannacci, che sfiora la vittoria nell’unico comune dove ha schierato il suo Fronte nazionale , quasi strappando alla Lega la sua stessa roccaforte. Ad Arezzo si va al ballottaggio, con liste civiche e Azione che pesano per il 20%.
Affluenza in calo, ballottaggi l’8 giugno.
L’affluenza scende di cinque punti percentuali rispetto all’ultima tornata. I comuni dove nessun candidato ha raggiunto la maggioranza assoluta torneranno alle urne il 7 e 8 giugno per il ballottaggio.
In quello che potrebbe essere l’ultimo test elettorale prima delle politiche, il messaggio è chiaro per tutti: le coalizioni unite vincono, quelle divise perdono , e i voti del referendum sulla giustizia non si trasferiscono automaticamente alle urne.
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