5 Marzo 2026
PoliticaSardegna

Comparto Unico impugnato, Schirru: “La maggioranza continua a cercare lo scontro invece di fare leggi solide”.

La notizia dell’impugnazione da parte del Governo della legge regionale n. 28 del 9 ottobre 2025, relativa all’attuazione del Comparto unico, continua a confermare l’inadeguatezza del Legislatore sardo. Come nella XVI legislatura anche nella XVII il processo legislativo regionale si sta scontrando con le ripetute bocciature da parte del Governo nazionale.

Una circostanza di fatto rimarcata oggi dall’esponente di Alleanza Sardegna, Stefano Schirru, critico verso l’operato della maggioranza del Campo largo: “La Giunta regionale continua a produrre norme fragili, che travalicano le competenze statutarie e finiscono puntualmente per essere bocciate”.

Secondo il Governo, alcune disposizioni interferirebbero con la normativa statale che disciplina il personale della pubblica amministrazione, entrando così in rotta di collisione con gli articoli 3 e 97 della Costituzione, oltre che con il principio di libertà sindacale sancito dall’articolo 39., alcune disposizioni della legge regionale eccedono infatti le competenze della Regione e risultano in contrasto con la normativa statale in materia di personale della pubblica amministrazione, violando – tra l’altro – gli articoli 3 e 97 della Costituzione e il principio di libertà sindacale sancito dall’articolo 39.

“È gravissimo – dichiara Schirru – che una riforma così rilevante per migliaia di lavoratori pubblici venga accompagnata da scelte legislative che non possono essere liquidate come semplici sviste o impreparazione tecnica. È difficile credere che, con tutte le competenze a disposizione, non si conoscessero i limiti giuridici entro cui muoversi. Appare piuttosto evidente la volontà di inseguire provvedimenti dal forte impatto propagandistico, sapendo che sarebbero stati impugnati, per poi attribuire al Governo la responsabilità di un presunto ostruzionismo”.

Serve quindi un ‘cambio di passo’ per l’esponente di minoranza: “Chiediamo alla Giunta un immediato chiarimento istituzionale e politico, e soprattutto un cambio di metodo: basta provvedimenti scritti in fretta per alimentare narrazioni vittimistiche. La Sardegna merita leggi solide, rispettose delle competenze e capaci di reggere alle verifiche di legittimità, non atti pensati per ottenere un consenso effimero a scapito della credibilità dell’istituzione”.

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