Comandini attacca la proposta di bilancio UE, ma resta segretario di un partito che sostiene von der Leyen in Europa.
Dure critiche (seppur irrilevanti in termini di processo) alla proposta di modifica del Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034 arrivano dal presidente del Consiglio regionale della Sardegna, Piero Comandini. Il documento, presentato dalla presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen il 16 luglio, secondo Comandini “rischia di marginalizzare la Sardegna dal processo di programmazione e dalla governance dei fondi europei”, rivoluzionando in negativo principi fondanti come quello della coesione territoriale.
Parole nette, che però cozzano con un dato politico non trascurabile: Comandini è ancora oggi segretario regionale del Partito Democratico, lo stesso partito che in sede europea, attraverso il gruppo S&D, sostiene senza riserve la Commissione von der Leyen e le sue principali linee programmatiche, compreso l’orientamento generale sul QFP e il riarmo.
Nel suo intervento, Comandini (ad oggi al centro di una questione di opportunità essendo contemporaneamente segretario di un partito e presidente del Consiglio regionale) ha poi definito il documento della Commissione come “involutivo, accentratore e contraddittorio”, criticando duramente la creazione di un’unica dotazione finanziaria non più differenziata tra PAC, politiche di coesione e fondi strutturali. Il rischio, secondo il presidente dell’Assemblea sarda, è quello di estromettere completamente le regioni, riducendone il ruolo nella gestione delle risorse.
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