15 Settembre 2026
Sardegna

Coldiretti in piazza a Cagliari e in tutta Italia contro le speculazioni su olio e grano

Migliaia di agricoltori della Coldiretti sono scesi in piazza in Sardegna e in tutto il Paese per manifestare contro le speculazioni e l’importazione selvaggia che stanno colpendo due simboli dell’agroalimentare italiano: l’olio extravergine d’oliva e il grano duro. La mobilitazione ha coinvolto tredici capoluoghi di regione davanti alle rispettive Prefetture. A Cagliari, centinaia di produttori sardi hanno incontrato la prefetta Paola Dessì, che ha accolto le istanze del mondo agricolo impegnandosi a farsi portavoce delle loro preoccupazioni presso le istituzioni competenti.

La crisi dell’olio e il paradosso dei numeri

Le aziende agricole nazionali si trovano in grave difficoltà a causa del crollo delle quotazioni dei prodotti e dell’aumento dei costi legato alla guerra in Iran. L’olio extravergine d’oliva registra un crollo del prezzo del 50% nell’ultimo anno, a fronte di un aumento dei costi di produzione di oltre 200 euro a ettaro. Secondo i dati diffusi da Coldiretti, l’Italia produce circa 234 milioni di litri di olio a fronte di consumi interni pari a 461 milioni, esportazioni per 318 milioni e importazioni per 545 milioni di litri all’anno. I conti non tornano e l’associazione denuncia alterazioni sull’origine favorite dall’attuale norma del codice doganale sull’ultima trasformazione sostanziale, di cui si chiede la cancellazione.

L’assalto al prezzo del grano

Dal comparto cerealicolo arriva la denuncia di tentativi di acquisto del grano duro in Sicilia, durante la trebbiatura, a 19 centesimi al chilo, a fronte di un costo minimo per i consumatori di 2 euro per la pasta e 3 euro per il pane. Coldiretti segnala inoltre il continuo arrivo di navi cariche di grano trattato con glifosate, sostanza vietata in Europa per l’essicazione ma presente nei prodotti d’importazione.

I cerealicoltori sardi presenti alla manifestazione hanno ribadito l’impossibilità di competere con chi produce utilizzando sostanze vietate nell’Unione Europea.

Foto Coldiretti