14 Marzo 2026
PoliticaSardegna

Cnel: tra il 2011 e il 2024 dall’Italia sono emigrati 630mila giovani. Nel 2024 la fuga continua. Via in 78mila

In tredici anni l’Italia ha visto partire 630mila giovani tra i 18 e i 34 anni, con un saldo netto negativo di 441mila unità. Solo nel 2024 hanno lasciato il Paese 78mila giovani, per un saldo di -61mila. È quanto emerge dal Rapporto Cnel 2025 “L’attrattività dell’Italia per i giovani dei Paesi avanzati”.

Secondo i dati, quasi la metà dei giovani emigrati (49%) proviene dal Nord, mentre il 35% dal Mezzogiorno. La componente femminile è in crescita: nel 2024 rappresenta il 48,1% dei flussi, rispetto al 46,6% della media 2011-2024. Le percentuali più elevate si registrano nel Nord-Est (50,5%), seguito da Nord-Ovest e Centro (49,3%). Nel Mezzogiorno la quota scende al 44,9%.

Tra le regioni spiccano per quota femminile Alto Adige (52,5%), Trentino (51,5%) e Marche (51%). Veneto, Emilia-Romagna e Toscana superano anch’esse il 50%, mentre la Lombardia si colloca appena sotto. In coda Campania (43,2%), Puglia (43,5%) e Sicilia (44,5%).

Il livello di istruzione dei giovani emigrati è in forte aumento: nel triennio 2022-2024 i laureati rappresentano il 42,1%, contro il 33,8% dell’intero periodo 2011-2024. Le regioni con le percentuali più alte sono Trentino (50,7%), Lombardia (50,2%), Friuli-Venezia Giulia (49,8%), Emilia-Romagna (48,5%) e Veneto (48,1%). I valori più bassi si registrano invece in Sicilia (26,5%) e Calabria (27,2%).

Significativa la dinamica di genere: tra le giovani donne emigrate nel triennio 2022-2024, il 44,3% è laureata, contro il 40,1% degli uomini. Il divario è particolarmente marcato nel Mezzogiorno, dove molte ragazze istruite scelgono di partire per sfuggire a un mercato del lavoro caratterizzato da forti differenze salariali e scarse opportunità. Le differenze maggiori si registrano in Campania (9,5 punti percentuali), Puglia (9,4), Abruzzo (9,3), Sardegna (8,6), Calabria (8,4) e Basilicata (8,4).

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