Cisgiordania, Oxfam, Amnesty e COSPE: “Stop al commercio con gli insediamenti illegali”.
Oxfam Italia, Amnesty International Italia e COSPE lanciano un appello urgente al governo italiano: interrompere ogni relazione commerciale con gli insediamenti israeliani nei territori occupati in Cisgiordania. Un provvedimento che, secondo le tre organizzazioni, sarebbe cruciale per fermare un’occupazione che sta aggravando la crisi economica, sociale e umanitaria di milioni di palestinesi.
L’Unione europea è il primo partner commerciale di Israele, con scambi complessivi per 42,6 miliardi di euro nel 2024. L’Italia, nello stesso anno, ha importato beni e servizi per oltre un miliardo, con un interscambio totale superiore ai 4 miliardi. Per questo – sostengono le ong – serve uno strumento legislativo europeo capace di vietare in modo esplicito i rapporti economici con i territori occupati e accompagnare la misura con sanzioni economiche.
Una crisi che rischia di trasformarsi in annessione.
Il dossier “Il commercio con gli insediamenti illegali” fotografa una realtà drammatica: l’occupazione israeliana ha portato la povertà in Cisgiordania dal 12% al 28% in soli due anni. Solo da gennaio oltre 40 mila palestinesi sono stati sfollati a causa delle operazioni militari e degli attacchi dei coloni, che – secondo le ong – agiscono sempre più spesso con la copertura dell’esercito israeliano. Parallelamente, sono centinaia le vittime registrate dall’inizio dell’anno.
Nel frattempo, Israele ha approvato la costruzione di 3.400 nuove unità abitative in un corridoio che collega Gerusalemme Est all’insediamento di Ma’ale Adumim, un intervento che di fatto interrompe la continuità territoriale palestinese tra nord e sud della Cisgiordania. Una mozione recentemente approvata dalla Knesset apre inoltre la strada a una possibile annessione formale dei territori.
L’appello alla politica italiana ed europea.
“Prodotti provenienti dalle colonie illegali arrivano sugli scaffali europei etichettati come Made in Israel a causa di politiche doganali incoerenti o disapplicate”, denuncia Paolo Pezzati di Oxfam Italia. L’organizzazione chiede all’Italia di recepire il parere consultivo della Corte internazionale di giustizia del luglio 2024 e di sospendere gli accordi commerciali con Israele, oltre a sostenere una revisione dell’Accordo di Associazione Ue-Israele. “Il governo Meloni – afferma Pezzati – ha l’occasione di dimostrare di non voler essere complice delle violazioni dei diritti umani in Cisgiordania”.
La Corte internazionale di giustizia, infatti, afferma che gli Stati hanno l’obbligo di non instaurare relazioni economiche con Israele nei Territori Palestinesi Occupati se tali rapporti contribuiscono a consolidare una presenza definita “illegale”.
Amnesty International Italia insiste poi sulla necessità di non distogliere lo sguardo dalla situazione in Cisgiordania: “L’idea che la fragile attuazione di un accordo tra Hamas e Israele possa far dimenticare anni di crimini di diritto internazionale è profondamente errata”, dichiara il portavoce Riccardo Noury. “L’occupazione illegale produce miseria da un lato e ricchezza dall’altro, alimentata proprio da relazioni commerciali che l’Ue continua a intrattenere con Israele”.
COSPE: “Sostenere l’economia di resistenza delle comunità palestinesi”.
Per COSPE, infine, fermare il commercio con gli insediamenti illegali è un passo imprescindibile, ma non sufficiente. “Da oltre mezzo secolo i palestinesi affrontano una vera e propria guerra economica che cancella diritti, terre e futuro”, sottolinea Vittorio Longhi, responsabile advocacy. Dal 7 ottobre 2023 la situazione si è ulteriormente aggravata con l’espulsione di centinaia di migliaia di lavoratori palestinesi da Israele e il collasso di interi settori produttivi nelle aree rurali.
foto Carlos / Saigon – Vietnam da Pixabay.com
