Europa

Cisgiordania, nuova escalation di violenza: l’UE invoca una tregua permanente e rilancia il sostegno a favore dei palestinesi.

Insieme alla crisi umanitaria nella Striscia di Gaza, anche la situazione in Cisgiordania continua a deteriorarsi. Una realtà di fatto, che vede l’IDF israeliano senza alcun controllo, sulla quale Bruxelles ha nuovamente fatto il punto, condannando (sempre a parole però) l’escalation militare, confermando un piano di aiuti da 1,6 miliardi di euro per la ripresa palestinese. Insomma, la strategia politica dell’Ue è semplice: sostenere gli aiuti umanitari per “i poveri palestinesi” e permettere a Israele di continuare con la sua carneficina in Medio Oriente. Una dinamica, già vista in altri scenari internazionali, priva di alcuna utilità e che rimarca il ruolo marginale (nonché una certa codardia) della diplomazia europea.

Secondo le Nazioni Unite, negli ultimi mesi in Cisgiordania, 51 palestinesi sono stati uccisi dalle forze israeliane e oltre 40.000 persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case e terre, in una dinamica che ricorda le espulsioni di massa del passato. Nella Striscia di Gaza sono oltre 52mila le vittime e oltre 180mila feriti, mentre il 95% della popolazione ha difficoltà a nutrirsi e di avere accesso ai minimi generi di necessità, senza contare che oltre il 70% delle infrastrutture del territorio è stato distrutto.

Ieri, sul tema, la Commissione europea, attraverso l’Alto rappresentante dell’Ue, Kaja Kallas, ha ribadito la posizione dell’Unione: sostegno incondizionato a una pace giusta e duratura basata sulla soluzione dei due Stati, come previsto dal diritto internazionale e dalle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Provvedimenti rifiutati da decenni dal “democratico” Stato di Israele. Ricordiamolo, partner economico dell’Ue.

Nel suo intervento la Kallas ha poi ricordato le “tiepide iniziative” dell’Ue verso Israele: “Il Consiglio europeo di marzo 2025 ha condannato la ripresa delle ostilità a Gaza e chiesto il pieno rispetto della tregua con contestuale rilascio degli ostaggi. In due dichiarazioni ufficiali, rilasciate il 12 aprile e il 7 maggio, l’UE ha invocato la fine del blocco umanitario a Gaza e – prosegue – il sostegno all’Autorità Palestinese prosegue con l’obiettivo di rafforzarne le capacità istituzionali e implementare il suo piano di riforme”. Nel frattempo, però, in Medio Oriente si continua a morire.

foto hosny salah da Pixabay.com