Cisgiordania, l’esercito israeliano amplia le operazioni nel nord: raid, coprifuoco e restrizioni ai movimenti.
L’esercito israeliano ha esteso le proprie operazioni militari nel nord della Cisgiordania, in un clima di crescente tensione. Le forze israeliane hanno imposto un rigido cordone attorno al quartiere di Kafr Saba, nella città di Qalqilya, limitando fortemente gli spostamenti dei residenti palestinesi.
Secondo testimoni citati dall’agenzia Anadolu, i militari sono entrati in città all’alba, hanno dichiarato il coprifuoco a Kafr Saba e si sono dispiegati in diversi punti del centro urbano. Le truppe hanno perquisito abitazioni, interrogato gli abitanti e rafforzato la presenza militare man mano che la tensione aumentava.
Ritirata a Masliya, ma restano i segni dei raid.
Nelle stesse ore, l’esercito si è ritirato dal villaggio di Masliya, a sud di Jenin, dopo un’incursione durata diverse ore. Anche qui era stato imposto il coprifuoco e i danni materiali lasciati dalle operazioni erano ancora visibili nelle strade e nelle case.
Le operazioni proseguono invece a Qabatiya, dove i militari sono al terzo giorno consecutivo di raid, con severe restrizioni ai movimenti e perquisizioni ripetute nelle abitazioni.
Un’escalation iniziata una settimana fa.
Il nord della Cisgiordania è teatro di un’escalation significativa da circa una settimana, da quando l’esercito israeliano ha avviato una nuova campagna militare iniziata nelle città di Tubas e Tammun, per poi estendersi a Qabatiya e Masliya. Le operazioni comprendono coprifuoco, raid, detenzioni di massa e danni a infrastrutture civili.
foto Carlos / Saigon – Vietnam da Pixabay.com
