Cibi a base di insetti, la Commissione Ue difende l’attuale sistema di etichettatura
La decisione della Commissione europea di autorizzare la commercializzazione di polvere UV-trattata ottenuta da larve di Tenebrio molitor (tarma della farina gialla) come novel food continua a suscitare polemiche.
A toccare il tema a Bruxelles è stato l’eurodeputato Nikolas Farantouris (The Left), richiamando le preoccupazioni di parte della comunità scientifica. L’Autorità europea per la sicurezza alimentare (EFSA) aveva infatti giudicato il prodotto sicuro, ma con la riserva che il consumo di proteine derivate da insetti può innescare reazioni allergiche in persone già sensibili. Da qui la richiesta di una maggiore chiarezza nelle etichette, spesso limitate a denominazioni scientifiche poco comprensibili per i consumatori.
Il commissario Olivér Várhelyi, rispondendo per conto della Commissione, ha precisato che non ci sono prove epidemiologiche sufficienti per introdurre obblighi di etichettatura aggiuntivi sul rischio di “sensibilizzazione primaria”. Per questo motivo, gli Stati membri hanno sostenuto la linea di non prevedere nuove prescrizioni specifiche.
Tuttavia, Várhelyi ha ricordato che tutti gli alimenti immessi sul mercato devono rispettare il Regolamento UE 1169/2011 sull’informazione ai consumatori. Per i novel food a base di insetti, il nome scientifico deve comparire nella lista degli ingredienti, accompagnato dal nome comune tra parentesi. Inoltre, deve essere riportata un’avvertenza chiara in prossimità della lista, per segnalare il rischio di reazioni allergiche.
Secondo la Commissione, l’attuale quadro normativo “garantisce che i consumatori siano adeguatamente informati” e che gli alimenti contenenti insetti rispettino gli standard di trasparenza previsti dall’UE.
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