Chirurgia Toracica al Brotzu: l’USB Sanità chiede tempi certi sul trasferimento tra Businco e San Michele
Da mesi la Chirurgia Toracica Oncologica dell’ARNAS Brotzu opera fuori dalla propria sede naturale. L’attività, normalmente svolta all’Ospedale Oncologico Businco, è stata infatti trasferita in via temporanea al Presidio San Michele per consentire i lavori di ristrutturazione del blocco operatorio, finanziati con fondi del PNRR. Una soluzione necessaria, ma che secondo l’USB PI Sanità sta generando criticità logistiche destinate a ricadere sui pazienti se non affrontate con una programmazione chiara.
Per Gianfranco Angioni, referente regionale USB PI Sanità, si tratta “di un’eccellenza viva e funzionante del nostro sistema sanitario”: “È fondamentale sottolineare il lavoro straordinario ed eroico di medici, infermieri e operatori che, con professionalità d’avanguardia, continuano quotidianamente a salvare vite garantendo interventi ad altissima complessità sia oncologici che di emergenza”.
Le criticità legate al trasferimento.
Il sindacato individua però le difficoltà logistiche generate dalla convivenza forzata tra le due specialità nello stesso presidio. “Questa specialistica rappresenta un pilastro fondamentale del nostro sistema sanitario”, spiega Angioni. “L’attuale sistemazione è nata dall’esigenza imprescindibile di consentire gli importanti lavori di ristrutturazione del blocco operatorio finanziati dal PNRR. Tuttavia, la conseguente convivenza forzata e la riduzione degli spazi e dei tempi di sala operatoria al San Michele stanno creando un inevitabile collo di bottiglia logistico che rischia di allungare le liste d’attesa e scaricare i ritardi sui pazienti”.
Per il sindacato, è necessario garantire una programmazione chiara, con tempi definiti e un’efficace integrazione di rete tra i presidi ospedalieri coinvolti. “Chiediamo la pubblicazione immediata di un cronoprogramma chiaro e vincolante sui cantieri PNRR”, prosegue Angioni. “È indispensabile che la Chirurgia Toracica Oncologica rientri al Businco, nella sua sede naturale, non appena pronti i lavori. Inoltre, nel periodo di attesa prima della riapertura delle sale operatorie, deve essere programmato e realizzato un completo intervento di ammodernamento anche all’interno dei reparti del Businco, per garantire ambienti all’altezza dell’eccellenza delle cure che vengono garantite all’interno del Presidio Ospedaliero”.
foto Pietro Di Fontana
