Centro italiano per migranti in Albania: crescono le preoccupazioni per i diritti umani.
Condizioni di detenzione arbitrarie, mancanza di assistenza medica indipendente, disagio psicologico diffuso e casi di autolesionismo: è quanto denunciato da due europarlamentari, Sandro Ruotolo (S&D) e Benedetta Scuderi (Verts/ALE), in un’interrogazione scritta rivolta alla Commissione europea dopo un’ispezione nel centro di trattenimento e rimpatrio italiano situato a Gjadër, in Albania.
La struttura, al centro di un controverso accordo bilaterale tra Italia e Albania per la gestione esterna dei flussi migratori, è stata descritta dai due deputati come teatro di gravi violazioni dei diritti fondamentali. I parlamentari, nell’occasione, hanno riferito di “migranti prelevati in maniera casuale dalle autorità italiane”, ammanettati senza motivazione e trasferiti al centro senza spiegazioni. “Una volta arrivati, i detenuti verrebbero privati di ogni riferimento legale immediato, con il diritto a una sola telefonata di cinque minuti al giorno e senza la possibilità, nei primi giorni, di parlare con un avvocato”.
Particolare allarme, inoltre, anche l’assenza di un presidio sanitario indipendente: il personale medico, riferiscono Ruotolo e Scuderi, è fornito dalla stessa entità che gestisce il centro, sollevando dubbi sull’imparzialità delle valutazioni sanitarie. Le decisioni sulla trattenibilità dei migranti, ancora, non vengono prese sul posto, ma da una commissione a Roma, che opera in modalità giudicata “arbitraria” dai due esponenti del Parlamento europeo.
La situazione, secondo quanto documentato, ha un impatto psichico significativo sulle persone trattenute. “Una relazione interna sugli “incidenti critici” riporta 22 episodi in una sola settimana, tra cui crisi di ansia, atti di autolesionismo e tentativi di suicidio, spesso connessi a una dipendenza da farmaci psichiatrici”, ricordano i due eurodeputati italiani.
Nel testo dell’interrogazione, i due eurodeputati hanno poi evidenziato che la Commissione europea aveva definito il centro di Gjadër come una “soluzione innovativa” nella gestione della migrazione.
foto Philippe Buissin Copyright: © European Union 2025 – Source : EP
