10 Giugno 2026
Europa

Caucaso, imbarazzo a Bruxelles: hate speech contro l’Armenia e Kaja Kallas incontra Aliyev.

La visita imminente dell’Alto rappresentante dell’Unione europea per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza, nonché vicepresidente della Commissione europea, Kaja Kallas, in Azerbaigian solleva più di un interrogativo a Bruxelles. La missione diplomatica, prevista per il 25 aprile, arriva in un momento di forte tensione nella regione e rischia di apparire fuori tempo rispetto ai messaggi ufficiali che l’UE stessa continua a rivolgere a Baku.

Secondo quanto annunciato, Kallas sarà ricevuta dal presidente della Repubblica dell’Azerbaigian, Ilham Aliyev, e incontrerà anche il ministro degli Esteri Jeyhun Bayramov e i “Giovani Ambasciatori Europei“, iniziativa simbolica che punta a rafforzare i legami tra l’UE e la società civile azera.

Tuttavia, la visita cade proprio nei giorni in cui l’Unione ha ribadito ufficialmente – in risposta a un’interrogazione parlamentare – la necessità di una de-escalation verbale e diplomatica nella regione del Caucaso. In una nota firmata dalla stessa Kallas e diffusa il 22 aprile, la Commissione ha sottolineato l’importanza di abbandonare “retoriche ostili o infiammatorie” e di rispettare “la sovranità, l’integrità territoriale e l’inviolabilità delle frontiere” – principi che si rivolgono chiaramente tanto all’Armenia quanto all’Azerbaigian, ma che assumono un peso particolare in riferimento a Baku, dopo le recenti operazioni militari nel Nagorno-Karabakh.

Bruxelles, pur ribadendo la disponibilità a sostenere il processo di pace con investimenti e iniziative in ambito infrastrutturale e di connettività, continua a trasmette, però, un messaggio ambiguo.

Alcuni osservatori temono che la visita possa essere interpretata da Baku come una legittimazione politica implicita, proprio nel momento in cui l’UE dovrebbe esercitare maggiore pressione affinché vengano rispettati i principi fondamentali del diritto internazionale.

Se l’obiettivo di Kallas è quello di rilanciare il ruolo dell’Unione come mediatore credibile nel conflitto caucasico, il tempismo e la forma di questa visita rischiano, invece, di rendere il messaggio europeo meno chiaro, se non addirittura contraddittorio in termini di rispetto dello Stato di diritto.

foto Copyright European Commission