Caso SMS Pfizer: la Commissione von der Leyen valuta i prossimi passi dopo la sentenza del Tribunale dell’UE.
La Commissione Europea ha annunciato che sta esaminando con attenzione la recente sentenza del Tribunale dell’Unione Europea relativa all’accesso agli SMS tra la presidente Ursula von der Leyen e l’amministratore delegato di Pfizer, Albert Bourla. La vicenda, oggetto del caso T-36/23, ruota attorno alla richiesta di trasparenza nei negoziati sui vaccini anti-Covid.
Il 14 maggio scorso, il Tribunale ha stabilito che l’Esecutivo europeo ha “errato nel negare l’accesso” a tali messaggi, affermando che la Commissione non ha fornito motivazioni sufficienti per giustificare l’assenza dei documenti richiesti.
In una risposta scritta all’eurodeputato indipendente Fabio De Masi, la Commissione ha precisato che “sta studiando attentamente la decisione del Tribunale e adotterà una nuova decisione in piena conformità con la sentenza.”
Non è ancora chiaro se la Commissione intenda ricorrere in appello o procedere alla divulgazione dei messaggi. Tuttavia, l’impegno formale a rispettare la sentenza lascia intendere che l’opzione di un nuovo atto amministrativo – potenzialmente accompagnato da una maggiore trasparenza – sia sul tavolo.
Il caso ha sollevato polemiche sin dall’inizio della pandemia, alimentando dubbi sulla gestione delle trattative con le case farmaceutiche e sull’uso di canali informali da parte dei vertici dell’UE. La sentenza del Tribunale rappresenta una vittoria per chi chiede maggiore accountability nelle istituzioni europee, soprattutto in materia di salute pubblica e contratti miliardari.
Ora si attende una nuova decisione formale da parte della Commissione, che dovrà chiarire se gli SMS in questione esistano effettivamente e, in tal caso, se saranno resi pubblici.
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