Europa

Caso Nord Stream, tensione tra Varsavia e Berlino. Cooperazione penale in crisi in Ue.

La decisione del premier polacco Donald Tusk di non estradare in Germania Volodymyr Z., uno dei sospettati dell’esplosione dei gasdotti Nord Stream, continua a generare frizioni politiche e interrogativi sulla cooperazione giudiziaria all’interno dell’Unione Europea.

Il caso, che riguarda una delle infrastrutture energetiche più delicate del continente, è stato portato formalmente all’attenzione della Commissione dall’eurodeputato Fabio De Masi (NI) tramite un’interrogazione scritta.

La domanda del Parlamento Europeo: “Che conseguenze per la cooperazione giudiziaria?”.

De Masi ha chiesto alla Commissione quali conclusioni tragga dal rifiuto di Varsavia, in particolare rispetto alla cooperazione giudiziaria in materia penale, al mutuo riconoscimento delle decisioni giudiziarie e alla tutela delle infrastrutture critiche dell’Unione.

La mancata esecuzione del mandato d’arresto europeo (EAW) per un episodio qualificabile come attacco terroristico contro un’infrastruttura strategica ha acceso un dibattito sulla coesione interna all’UE in materia di sicurezza.

La risposta della Commissione: “L’EAW è una procedura esclusivamente giudiziaria”.

Nella replica scritta del 18 novembre 2025, il commissario McGrath, per conto della Commissione, ha richiamato con fermezza il quadro normativo, ribadendo che “l’esecuzione di un mandato d’arresto europeo è una procedura interamente nelle mani delle autorità giudiziarie degli Stati membri. La Commissione – ha ricordato – non può intervenire né influenzare le decisioni dei magistrati né possono farlo i governi nazionali”.

Le vie disponibili: Corte di giustizia ed Eurojust.

Nel caso in cui l’autorità giudiziaria che ha emesso il mandato abbia dubbi sulla corretta applicazione della normativa da parte dello Stato chiamato a eseguirlo, può ricorrere alla Corte di giustizia dell’UE con una questione pregiudiziale ai sensi dell’articolo 267 TFUE o chiedere supporto a Eurojust, l’agenzia incaricata di facilitare la cooperazione nei procedimenti penali transfrontalieri, compresi quelli relativi al mandato d’arresto europeo.

Un caso che resta politicamente sensibile.

Sebbene la Commissione si sia attenuta al principio di neutralità giudiziaria, il caso continua a essere altamente politico. L’attacco ai Nord Stream – per natura, effetti e implicazioni geopolitiche – resta uno dei dossier più delicati per la sicurezza energetica europea.

Il rifiuto di Varsavia di consegnare un sospetto a Berlino, al momento, mette in luce la fragilità del sistema di reciproco riconoscimento su cui si fonda una parte cruciale della giustizia europea.

foto Daina Le Lardic Copyright: © European Union 2025 – Source : EP