Casa, l’Europa cerca una risposta alla crisi degli affitti e dei prezzi alle stelle
Affitti insostenibili, prezzi delle case fuori controllo, offerta abitativa insufficiente. La crisi degli alloggi è diventata una delle emergenze più urgenti nell’agenda politica europea, e dopo anni di interventi frammentati l’Unione europea prova a costruire una risposta coordinata.
I numeri parlano chiaro: nell’ultimo decennio i prezzi delle abitazioni nell’UE sono aumentati di oltre il 60%, mentre gli affitti sono cresciuti di più del 20%. A pesare su questa spirale è il mancato equilibrio tra domanda e offerta: i costi di costruzione sono lievitati, gli investimenti nel settore residenziale si sono ridotti, il numero di permessi edilizi è calato, e nel frattempo le normative su sostenibilità e qualità degli edifici si sono fatte più stringenti.
Il piano della Commissione.
A dicembre 2025, si legge in un lavoro di indagine di Marketa Pape per il Parlamento europeo, la Commissione von der Leyen ha presentato il suo Piano europeo per l’edilizia abitativa a prezzi accessibili, con l’obiettivo di aumentare l’offerta di alloggi, mobilitare nuovi investimenti e introdurre riforme strutturali, con un’attenzione particolare alle fasce di popolazione e ai territori più colpiti dalla crisi.
Il pacchetto include una decisione rivista sui servizi di interesse economico generale – che semplifica e velocizza il sostegno degli Stati membri all’edilizia sociale – una strategia per il settore delle costruzioni e una proposta di raccomandazione del Consiglio sul Nuovo Bauhaus Europeo. Sono inoltre annunciate iniziative legislative sugli affitti a breve termine e sui servizi di costruzione.
Sul fronte finanziario, la Commissione, la Banca europea per gli investimenti e le banche promozionali nazionali stanno lavorando alla creazione di una piattaforma comune per gli investimenti abitativi. Verrà inoltre costituita una nuova Alleanza europea per la casa, con funzioni di coordinamento, condivisione dei dati e supporto all’implementazione delle politiche. Nel bilancio pluriennale in corso sono già stati mobilitati 43 miliardi di euro a sostegno degli Stati membri.
Il contributo del Parlamento europeo.
Il Parlamento europeo si è mosso in parallelo. Nel dicembre 2024 ha istituito una commissione speciale sulla crisi abitativa (HOUS), con il mandato di mappare i bisogni, analizzare le politiche esistenti nei vari paesi e contribuire all’attuazione del piano della Commissione.
La relazione preparatoria, redatta dall’eurodeputato spagnolo Borja Giménez Larraz (PPE), ha ricevuto 1.456 emendamenti, a testimonianza della sensibilità politica del dossier. Dopo l’approvazione di 49 emendamenti di compromesso, la commissione HOUS ha adottato il testo il 9 febbraio 2026 con 23 voti favorevoli, 6 contrari e 4 astensioni. Il documento è ora atteso al voto in sessione plenaria nel corso della sessione di marzo.
Tra le raccomandazioni principali: regole equilibrate sugli affitti brevi, per tutelare il turismo senza sacrificare la disponibilità abitativa nelle città; procedure di rilascio dei permessi edilizi semplificate, con un termine massimo di 60 giorni; rafforzamento della sovranità industriale europea nel settore delle costruzioni e della ristrutturazione; e standard minimi di isolamento, efficienza energetica e qualità dell’aria per tutti i nuovi alloggi finanziati con fondi europei.
Sul piano fiscale, gli eurodeputati chiedono agli Stati membri di eliminare le barriere tributarie per i giovani acquirenti alla prima casa e di introdurre regimi fiscali favorevoli per i nuclei a reddito basso e medio.
foto NAILUN
