Casa di proprietà all’81,6%: l’Italia da record.
Secondo una nuova analisi pubblicata da Confedilizia il 81,6% degli italiani vive in una casa di proprietà, segnando il livello più alto dal 2012, confermando un profondo legame degli italiani con l’immobiliare. Un elemento sempre più centrale di identità e stabilità.
Un primato per il Paese.
La percentuale di italiani proprietari della propria abitazione ha raggiunto livelli record negli ultimi anni, nonostante un mercato del lavoro e dell’affitto sempre più dinamico e una maggiore mobilità interna tra le famiglie.
Storicamente l’Italia è un Paese con una forte propensione alla casa di proprietà: in anni recenti era già emerso che oltre tre famiglie su quattro erano proprietarie dell’abitazione in cui vivono, un valore molto superiore alla media europea.
Ruolo dell’invecchiamento demografico.
Una parte dell’aumento è attribuita all’invecchiamento della popolazione: le fasce di età più elevate, soprattutto gli over 65, presentano percentuali di proprietà molto alte (oltre il 90%), contribuendo così in modo significativo al dato statistico complessivo.
Crescita anche tra i giovani.
Sorprendentemente, l’aumento della quota di proprietari non riguarda solo gli anziani. Anche tra i giovani under 36 la percentuale di chi vive in una casa di proprietà è cresciuta negli ultimi anni, invertendo un trend negativo che aveva caratterizzato gli anni 2000 e la prima parte del decennio precedente.
Le motivazioni sociali ed economiche.
Il forte orientamento alla proprietà riflette non solo una cultura sociale consolidata, ma anche considerazioni economiche: possedere un’abitazione rappresenta spesso una forma di sicurezza economica, un bene rifugio e un capitale familiare da trasmettere alle generazioni future.
Tuttavia, questo primato pone anche sfide per il mercato degli affitti, sia per i giovani che si spostano più frequentemente sia per chi non ha ancora accesso a un mutuo o a forme più sostenibili di acquisto.
