14 Marzo 2026
Europa

Caro vita, Buxadé: “Con von der Leyen è aumentato del 34%”

Con l’inflazione che negli ultimi dieci anni ha superato il 30% nell’Unione europea, il dibattito sulle politiche fiscali (e sopratutto sulla validità delle politiche europee) per contenere il costo della vita torna al centro dell’agenda politica europea. Secondo l’eurodeputato spagnolo Jorge Buxadé Villalba dal 2019 — anno in cui Ursula von der Leyen è diventata presidente della Commissione — il costo medio di un carrello della spesa in Spagna è aumentato del 34%, mentre i salari sono rimasti sostanzialmente stagnanti.

Secondo il deputato, l’imposta sul valore aggiunto su ogni acquisto, contribuisce a gonfiare ulteriormente i prezzi al consumo. Per questo ha chiesto alla Commissione se intenda rivedere la Direttiva IVA, abbassando l’aliquota minima o ampliando le esenzioni fiscali per ridurre il peso sui cittadini europei.

La risposta di Bruxelles: “Gli Stati hanno già ampi margini di manovra”.

In risposta il commissario Wopke Hoekstra, a nome della Commissione europea, ha ricordato che la riduzione dell’IVA è una competenza degli Stati membri, non un’imposizione europea. “La Commissione ha già proposto maggiore flessibilità per i governi nazionali nella definizione delle aliquote IVA, portando a una riforma complessiva recentemente approvata dal Consiglio”.

Bruxelles ha spiegato che, sebbene la Direttiva IVA stabilisca un’aliquota minima del 15%, tutti gli Stati membri applicano già aliquote superiori. Inoltre, dopo l’ultima riforma, i Paesi dell’UE dispongono di un’ampia libertà nell’applicazione delle aliquote ridotte per beni e servizi essenziali: “Ridurre ulteriormente l’aliquota standard nella direttiva non avrebbe effetti concreti sui prezzi – ha precisato Hoekstra – poiché le scelte sull’IVA dipendono dalle decisioni nazionali, non da quelle comunitarie”.

Nessun impatto diretto sul bilancio europeo.

Il rappresentante della Commissione ha anche chiarito che un eventuale taglio dell’IVA nazionale non ridurrebbe il bilancio dell’Unione europea, poiché le entrate del bilancio comune derivano da una combinazione di risorse proprie, tra cui i contributi basati sull’IVA, sulla plastica e sul Reddito Nazionale Lordo (RNL).

“Le aliquote IVA sono stabilite a livello nazionale, ma gli Stati membri decidono congiuntamente le dimensioni del bilancio dell’UE attraverso il Quadro finanziario pluriennale”, ha aggiunto Hoekstra. “Di conseguenza, eventuali variazioni delle aliquote nazionali non modificano la dimensione complessiva del bilancio europeo”.

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