Caro energia e competitività, Confindustria e Confapi lanciano l’allarme: “Costi dei trasporti insostenibili, a rischio imprese e occupazione”
Confindustria Sardegna e Confapi tornano a chiedere un intervento urgente della Regione per fronteggiare l’esplosione dei costi del trasporto merci da e per l’isola, una situazione che, secondo le associazioni di categoria, sta mettendo in seria difficoltà il sistema produttivo regionale e rischia di avere pesanti ripercussioni sull’occupazione e sul costo della vita.
In una nuova nota inviata alla presidente della Regione Sardegna, le organizzazioni che rappresentano il comparto industriale hanno ribadito la necessità di adottare misure immediate per contrastare quello che definiscono un incremento ormai incontrollabile dei costi logistici sostenuti dalle imprese.
A pesare sulle aziende sarde, spiegano Confindustria e Confapi, sono sia gli effetti della direttiva europea sull’ETS marittimo, sia il recente aumento dei prezzi dei carburanti legato alle tensioni e ai conflitti in Medio Oriente. Una combinazione di fattori che avrebbe ulteriormente aggravato una situazione già critica, accentuando il divario competitivo tra la Sardegna e il resto del Paese.
Secondo le stime delle associazioni, il costo del trasporto marittimo delle merci ha ormai registrato un incremento superiore al 44%. Un aggravio che si ripercuote lungo tutta la filiera economica, dai trasportatori alle imprese manifatturiere, fino ai consumatori finali, con conseguenze dirette sull’inflazione e sul potere d’acquisto delle famiglie.
Le preoccupazioni riguardano in particolare alcuni comparti considerati strategici per l’economia isolana, tra cui il manifatturiero, il lapideo, l’agroalimentare, la logistica e il trasporto. Settori che, secondo le associazioni imprenditoriali, si trovano oggi a operare in condizioni di svantaggio competitivo rispetto ad altre regioni italiane ed europee che hanno già introdotto strumenti di sostegno e compensazione.
A sostegno di questa tesi viene citato il caso della Sicilia, che nelle scorse settimane ha stanziato 30 milioni di euro per aiutare le imprese a far fronte ai maggiori costi di trasporto.
L’allarme riguarda anche il fronte occupazionale. Diverse aziende dei settori manifatturiero e dei trasporti avrebbero infatti già preannunciato possibili riduzioni del personale, una prospettiva che alimenta i timori per le ricadute sociali della crisi.
Per questo motivo, il sistema produttivo sardo si dice pronto a promuovere ulteriori iniziative e azioni di sensibilizzazione nei confronti delle istituzioni nazionali e regionali affinché il problema venga affrontato con urgenza.
In vista della prossima variazione di bilancio regionale, Confindustria Sardegna e Confapi Sardegna chiedono quindi l’introduzione di strumenti economici e normativi in grado di compensare almeno in parte l’aumento dei costi del trasporto merci e di salvaguardare la competitività delle imprese dell’isola.
