Caro energia, Bruxelles esclude lo stop all’ETS e il congelamento del Patto di stabilità
Il conflitto in Medio Oriente continua ad avere ripercussioni sui prezzi dell’energia e sulla nuova ondata inflazionistica in Europa. Ma cosa sta facendo nel frattempo la Commissione europea sul fronte del Patto di stabilità?. La risposta di Bruxelles, firmata dal commissario Dan Jørgensen a nome della Commissione, non si è fatta attendere: nessuna sospensione del Patto e nessuno stop al mercato delle emissioni.
Sul fronte dei prezzi, la Commissione, rispondendo a una interrogazione parlamentare, rimanda alla comunicazione AccelerateEU, che delinea la risposta immediata per proteggere i consumatori dagli shock energetici, inclusa l’adozione di un quadro temporaneo per gli aiuti di stato. Le misure agiscono su quattro componenti del prezzo finale dell’elettricità: il costo dell’energia, gli oneri di rete, le imposte e i prelievi e i costi del carbonio.
Nei prossimi mesi verrà presentato un piano d’azione per l’elettrificazione, con l’obiettivo di ridurre strutturalmente la dipendenza dai combustibili fossili importati puntando su energia pulita prodotta internamente, reti resilienti, interconnessioni e efficienza energetica.
Patto di stabilità: la clausola non scatta.
Sulla possibile sospensione del Patto di stabilità e crescita, la risposta della Commissione è netta ma cauta. La clausola di salvaguardia generale può essere attivata solo in presenza di una “grave congiuntura negativa nella zona euro o nell’intera Unione”. “Sebbene i rischi per le prospettive economiche dell’UE siano aumentati nelle ultime settimane, non si può concludere, in questa fase, che questa condizione sia o sarà presto soddisfatta”, si legge nella risposta dell’esponente della Commissione europea.
Ancora più netta la posizione sul mercato europeo delle emissioni: la Commissione non prevede di sospendere l’EU ETS. Il sistema sarà tuttavia riesaminato entro luglio 2026, in particolare per ridefinire il tetto massimo di emissioni e la traiettoria di decarbonizzazione oltre il 2030, in linea con gli obiettivi di riduzione fissati per il 2040.
Una nota relativamente rassicurante riguarda la sicurezza degli approvvigionamenti: grazie agli sforzi di diversificazione compiuti negli ultimi anni, la Commissione afferma che al momento non si registrano criticità sul fronte delle forniture. L’impegno a rafforzare la diversificazione delle fonti e delle rotte di approvvigionamento rimane comunque una priorità, in linea con le conclusioni del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo 2026. La situazione, tuttavia, resta fluida e Bruxelles non esclude che il quadro possa cambiare nelle prossime settimane.
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