Carburanti, settembre chiude con un conto salato: +1,3 miliardi rispetto al 2025. E a ottobre l’aumento potrebbe toccare il 36%
Il prezzo medio dei carburanti in Italia è tornato a scendere, grazie all’iniziativa di alcune aziende che hanno introdotto un tetto ai listini. Ma il bilancio di settembre resta pesante: secondo l’analisi di Facile.it, a parità di consumi gli automobilisti hanno speso oltre 1,3 miliardi di euro in più rispetto a un anno fa.
Lo studio si basa sui consumi di carburante rilevati sulla rete e sulle variazioni settimanali dei prezzi in modalità self.
È il gasolio a registrare l’impatto maggiore: a settembre 2026 la spesa complessiva si è attestata intorno ai 3,5 miliardi di euro, oltre 950 milioni in più rispetto a dodici mesi prima (+38%). Per la benzina l’extra-costo supera i 400 milioni, con un rialzo del 23% su base annua.
Ai prezzi self rilevati al 29 settembre 2026, un pieno di benzina da 50 litri costa 106 euro, contro gli 86 di un anno fa. Il salto è ancora più netto per il diesel: da 82 euro a 117 euro.
Anche tenendo conto dell’effetto del tetto ai prezzi introdotto da alcune società, che potrebbe far risparmiare agli automobilisti oltre 100 milioni di euro, con le tariffe attuali e a parità di consumi la spesa per carburante a ottobre potrebbe crescere del 36% rispetto allo stesso mese del 2025. L’aggravio si avvicinerebbe a 1,6 miliardi di euro. Una cifra che potrebbe ridimensionarsi se altre compagnie decidessero di adottare a loro volta un price cap.
Secondo le stime di Facile.it, con una percorrenza di 10.000 km l’anno e ai prezzi del 29 settembre, la spesa annua è di circa 1.403 euro per chi viaggia a benzina (285 euro in più rispetto allo scorso anno) e di 1.284 euro per chi va a diesel, con un incremento di 392 euro.
foto Al Gг da Pixabay.com
