23 Aprile 2026
CulturaPoliticaSardegna

Capitale italiana della cultura 2028: la Sardegna è sempre assente.

La corsa al titolo di Capitale italiana della cultura 2028 entra ufficialmente nel vivo, ma con una conferma destinata a far discutere: anche in questa edizione non figura alcuna città della Sardegna tra le candidate. L’isola resta dunque assente dalla competizione nazionale, nonostante il crescente dibattito territoriale sull’importanza delle politiche culturali come leva di sviluppo.

Intanto a Roma è già al lavoro la nuova giuria incaricata di valutare i dossier dei 23 Comuni partecipanti. Il gruppo, composto da sette esperti indipendenti e presieduto da Davide Maria Desario, comprende Stefano Baia Curioni, Vincenzina Diquattro, Luca Galassi, Luisa Piacentini, Davide Rossi e Vincenzo Trione. Sarà loro il compito di selezionare le dieci finaliste, che nei prossimi mesi saranno convocate per un’audizione pubblica prima della scelta definitiva.

Le città in gara* rappresentano un mosaico geografico e culturale che attraversa l’intero Paese — tranne, appunto, la Sardegna.

Una regione che continua ad osserva da spettatrice una competizione che continua a rappresentare un’occasione strategica per accedere a risorse, visibilità e progettualità di lungo periodo in campo culturale. Un’assenza, in sintesi, che alimenta il dibattito interno sulla necessità di rafforzare la programmazione culturale locale e la capacità progettuale dei Comuni isolani.

*Anagni, Ancona, Bacoli, Benevento, Catania, Colle di Val d’Elsa, Fiesole, Forlì, Galatina, Gioia Tauro, Gravina in Puglia, Massa, Mirabella Eclano, Moncalieri, Pieve di Soligo, Pomezia, Rozzano, Sala Consilina, Sarzana, Tarquinia, l’Unione dei Comuni della Città Caudina, Valeggio sul Mincio e Vieste.

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