Caos negli aeroporti americani: i Democratici nel mirino per lo shutdown record.
Negli Stati Uniti cresce la rabbia dei viaggiatori per il caos che sta paralizzando gli aeroporti, mentre lo shutdown federale, ormai al 38° giorno consecutivo, continua a bloccare gran parte delle attività governative. A finire sotto accusa sono i Democratici, ritenuti responsabili dell’impasse politica che sta mettendo in ginocchio il Paese alla vigilia delle festività.
Con le restrizioni alla sicurezza aerea della FAA (Federal Aviation Administration) che incombono come una ghigliottina sui voli di Natale e del Ringraziamento, milioni di americani rischiano di non poter raggiungere i propri cari o, in casi estremi, di rinunciare a viaggi medici urgenti.
Un effetto domino sull’economia.
Oltre al disagio per i viaggiatori, lo shutdown sta provocando un effetto a catena sull’intera economia americana: ritardi nelle consegne, disservizi nei controlli di sicurezza e rischi crescenti per la sicurezza aerea.
Scontro politico senza fine.
Il blocco federale, definito dai media “il più lungo della storia americana”, è frutto del braccio di ferro tra la Casa Bianca e il Congresso. I Democratici, che controllano il Senato, hanno finora respinto 14 votazioni per porre fine allo shutdown, in opposizione al piano di bilancio proposto dai Repubblicani.
Nel frattempo, la vita quotidiana di milioni di cittadini resta sospesa tra voli cancellati, stipendi bloccati e servizi pubblici fermi. E mentre gli aeroporti si trasformano in simbolo visibile del caos politico di Washington, cresce la sensazione che, questa volta, la crisi non si risolverà in tempi brevi.
