15 Ottobre 2026
Europa

Cambio dell’ora stagionale: tutto fermo dal 2021, ma la Commissione promette un nuovo studio nel 2025.

A sei anni dall’approvazione del Parlamento europeo per l’abolizione dei cambi stagionali dell’ora, l’Europa resta ferma nel limbo del tempo. Nonostante l’enorme partecipazione alla consultazione pubblica del 2018 – oltre 4,6 milioni di cittadini, con l’84% favorevole alla fine dell’ora legale – e l’appoggio formale delle istituzioni europee, i governi nazionali non sono ancora riusciti a trovare un’intesa, lasciando sospesa l’attuazione della misura.

Lo evidenziano 23 eurodeputati di diversi gruppi politici (PPE, S&D, ECR, Renew, The Left) in un’interrogazione scritta rivolta alla Commissione europea, chiedendo conto dei passi concreti fatti – o mancati – dopo il 2021. Nel mirino, l’immobilismo degli Stati membri e la mancanza di un nuovo impulso politico da parte dell’esecutivo UE.

La risposta, firmata dal commissario Tzitzikostas, non contiene una vera svolta, ma apre uno spiraglio: la Commissione, pur confermando di non aver presentato alcuna nuova proposta, ha annunciato che nel corso del 2025 sarà avviato uno studio tecnico per supportare il processo decisionale dei governi. L’iniziativa arriva in risposta a una richiesta avanzata durante la presidenza polacca del Consiglio dell’UE.

Nel frattempo, Bruxelles assicura di essere in contatto con le presidenze di turno del Consiglio e con gli Stati membri per rilanciare il dibattito, ma conferma anche che la priorità resta costruire un consenso, senza il quale la proposta resterebbe comunque bloccata.

Una situazione di stallo che suscita crescente frustrazione tra i cittadini europei, anche alla luce dei possibili effetti negativi sulla salute legati ai cambi stagionali dell’ora, più volte evidenziati dalla comunità scientifica e ribaditi da molti parlamentari europei.

foto Mabel Amber, who will one day da Pixabay.com