16 Ottobre 2026
Sardegna

Caldo, la Regione Sardegna proroga fino al 30 settembre lo stop al lavoro all’aperto

La Sardegna prolunga di un mese le misure di tutela dei lavoratori esposti al caldo estivo. Con l’Ordinanza Presidenziale n. 4, firmata dalla presidente della Regione Alessandra Todd, viene reintrodotto – con efficacia immediata e fino al 30 settembre 2026 – il divieto di lavoro all’aperto nelle ore centrali della giornata per i settori più esposti al rischio da calore.

Cosa prevede il provvedimento.

Il testo dell’ordinanza, adottato ai sensi dell’articolo 32 della legge 833 del 1978 sull’istituzione del Servizio sanitario nazionale , norma che attribuisce al presidente della Giunta regionale il potere di emanare ordinanze contingibili e urgenti in materia di sanità e igiene pubblica , vieta lo svolgimento di attività lavorative in condizioni di esposizione prolungata al sole dalle ore 12:30 alle 16:00, su tutto il territorio regionale. La misura riguarda i lavoratori impiegati nei settori agricolo, florovivaistico, dell’edilizia e dell’impiantistica, comparti in cui l’attività si svolge essenzialmente all’aperto e senza reali possibilità di ripararsi dal caldo nelle ore più critiche della giornata.

Il divieto, tuttavia, non scatta automaticamente ogni giorno: si applica solo nelle giornate in cui la “mappa del rischio” elaborata dal progetto Worklimate , sviluppato dal Consiglio Nazionale delle Ricerche in collaborazione con l’INAIL e consultabile in tempo reale sul portale worklimate.it , segnali, con riferimento alle ore 12:00, un livello di rischio “alto” per l’esposizione dei lavoratori al sole durante l’attività fisica.

Le esenzioni per la pubblica utilità.

L’ordinanza prevede alcune deroghe significative: le prescrizioni non si applicano alle Pubbliche Amministrazioni, ai concessionari di pubblico servizio e ai loro appaltatori, quando si tratti di interventi di pubblica utilità, di protezione civile o di salvaguardia della pubblica incolumità. Tra i soggetti esplicitamente citati figura anche l’Agenzia Forestas, per le attività di presidio, controllo e vigilanza del territorio . Un riferimento che appare di particolare rilievo in un periodo dell’anno ancora segnato dal rischio di incendi boschivi. Resta comunque fermo, anche per questi soggetti esentati, l’obbligo per il datore di lavoro di adottare misure organizzative idonee a ricondurre il rischio di esposizione al caldo entro livelli accettabili, come previsto dal decreto legislativo 81 del 2008 sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Le motivazioni: un’estate ancora anomala.

Nelle premesse del provvedimento, la Regione ricostruisce il quadro che ha portato alla decisione. Il Centro Funzionale Decentrato regionale, istituito presso il Dipartimento Specialistico Meteoclimatico dell’ARPAS, ha emesso nel corso dell’estate diversi avvisi di condizioni meteorologiche avverse per ondate di calore, l’ultimo dei quali relativo alle giornate del 26, 27, 28 e 29 agosto. Le previsioni dello stesso Centro indicano che condizioni di temperature elevate restano possibili anche nel corso di settembre, complice la persistenza di condizioni di alta pressione e anticicloni su gran parte del territorio regionale.

Il nuovo provvedimento non nasce dal nulla: l’ordinanza richiama esplicitamente quella precedente, la n. 3 del 17 giugno 2026, che aveva introdotto le stesse misure ma che aveva cessato di produrre effetti il 31 agosto scorso. Con la firma della presidente Todde, quelle disposizioni vengono di fatto riproposte e prorogate, a testimonianza di un’ondata di caldo che, secondo la Regione, non si è ancora esaurita con la fine dell’estate calendariale.

Le sanzioni.

Per chi non rispetterà il divieto, l’ordinanza rimanda alle conseguenze sanzionatorie previste dall’articolo 650 del Codice penale, norma che punisce l’inosservanza dei provvedimenti dell’autorità, salvo che il fatto non costituisca reato più grave.