5 Settembre 2026
Sardegna

Caldo estremo in Sardegna, cresce la preoccupazione nel Sud dell’isola

Le eccezionali ondate di calore che stanno investendo il Sud Sardegna cominciano a produrre i primi effetti sul comparto agricolo. Le temperature record registrate nelle ultime settimane, unite alla persistente siccità e ai numerosi incendi che interessano il territorio, alimentano la preoccupazione tra le aziende agricole, che seguono con attenzione l’evolversi della stagione estiva.

Tra i settori che mostrano i primi segnali di sofferenza c’è quello dell’apicoltura. A raccogliere le prime segnalazioni dal territorio è Coldiretti Cagliari, che nelle ultime settimane è rimasta in costante contatto con gli apicoltori, registrando importanti difficoltà nel settore.

Per questo motivo, l’associazione invierà nelle prossime ore una lettera alla Regione Sardegna, chiedendo di mantenere alta l’attenzione sul comparto attraverso un monitoraggio costante dell’evoluzione della situazione. L’obiettivo è agire in anticipo, evitando che un’estate già segnata da temperature eccezionali possa trasformarsi in un’ennesima stagione critica per l’apicoltura sarda.

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Il cado in Sardegna mette in ginocchio l’Apicoltura

Il pensiero corre inevitabilmente al 2023, quando il caldo estremo causò ingenti danni a numerose aziende apistiche, con migliaia di api morte e favi compromessi dalle temperature record. In quell’occasione furono attivati ristori a sostegno del comparto, che tuttavia non riuscirono a coprire tutte le aziende colpite né a compensare integralmente i danni subiti. Per questo Coldiretti Cagliari ha chiesto alla Regione una rimodulazione degli interventi, in modo da rispondere anche alle imprese rimaste escluse e rafforzare gli strumenti di sostegno in vista di eventuali nuove criticità.

“Siamo quotidianamente in contatto con i nostri apicoltori — sottolinea il presidente di Coldiretti Cagliari, Giorgio Demurtas — le prime segnalazioni ci spingono ad alzare il livello di attenzione. È proprio in questo momento che bisogna prevenire, perché il ricordo del 2023 è ancora molto vivo e vogliamo fare tutto il possibile affinché una situazione simile non si ripeta. Le api sono un patrimonio indispensabile per l’agricoltura, l’ambiente e la biodiversità, e meritano la massima attenzione”.

Secondo Coldiretti Cagliari, oltre al monitoraggio della situazione, occorre rafforzare gli strumenti di ricerca, innovazione e assistenza tecnica a disposizione delle aziende apistiche. I cambiamenti climatici impongono infatti nuove strategie di adattamento, rendendo sempre più importante accompagnare gli apicoltori nell’individuazione di tecniche e soluzioni capaci di ridurre l’impatto delle alte temperature sugli alveari e di migliorare la resilienza del comparto.

“I cambiamenti climatici — evidenzia il direttore di Coldiretti Cagliari, Giuseppe Casu — non rappresentano più un fenomeno straordinario, ma una nuova condizione con cui le aziende devono confrontarsi. Per questo chiediamo che, accanto al monitoraggio, si investa maggiormente in ricerca applicata, sperimentazione e assistenza tecnica, mettendo gli apicoltori nelle condizioni di adattarsi a un clima profondamente mutato. La prevenzione passa anche dalla conoscenza e dall’innovazione, ed è per questo che chiediamo alla Regione di mantenere acceso un faro su questo comparto, in modo da poter intervenire tempestivamente qualora le condizioni dovessero peggiorare. Prevenire oggi significa evitare danni ben più gravi domani”.