Cagliari, Truzzu replica al “Zedda della Leopolda”: “Cerca nuove candidature e scarica le responsabilità”. Il “non più progressista” da Renzi: “Ora il Comune è sano”
Scontro a distanza tra il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale, Paolo Truzzu, e il tre volte sindaco di Cagliari Massimo Zedda. A scatenare la polemica sono le parole pronunciate dal primo cittadino dal palco della Leopolda, la kermesse organizzata a Firenze da Matteo Renzi.
Secondo l’esponente di FdI, dopo “il fallimento evidente” della sua amministrazione Zedda sarebbe “alla disperata ricerca di nuove candidature, magari già alle Politiche”, per lasciare Cagliari “per la seconda volta prima della fine della legislatura”. Truzzu parla di dichiarazioni “mendaci” e sostiene che il sindaco abbia “archiviato frettolosamente” l’esperienza dei Progressisti, chiedendo “asilo politico al Pd”, per poi andare “alla corte di Renzi” a scaricare responsabilità sullo stato della città.
L’esponente di FdI ha ironizzato anche sui “gioiellini” evocati dal sindaco, con una battuta sugli orologi di lusso, e ricorda che tra le “eredità” lasciate da Zedda ci sarebbero una città “sepolta dalla spazzatura”, “invasa da piste ciclabili senza senso” e progetti “irrealizzabili”, come quelli di “viale Sant’Avendrace e di via Campo Scipione”.
“A quasi metà consiliatura i cittadini hanno diritto a una città pulita, decorosa, sicura, curata e funzionante”, afferma Truzzu. “Il punto non è stabilire chi abbia lasciato cosa a chi: oggi Cagliari è amministrata da Zedda, e delle sue condizioni deve rispondere lui”.

Dichiarazioni condivise oggi in risposta all’intervento di ieri sera alla Leopolda, dove Zedda ha criticato la precedente amministrazione Truzzu e lanciato un appello al centrosinistra: “Per l’anno prossimo, a meno di non volere Meloni con Vannacci, dobbiamo aiutare le persone, perché la classe media non regge più”. Le risorse recuperate da tagli agli sprechi, alle spese superflue e dalla lotta a evasione ed elusione fiscale, ha detto, devono andare negli stipendi del ceto medio, “che è devastato”. Il sindaco ha ricordato che il contratto peggiore del pubblico impiego è quello degli enti locali, seguito da quello della scuola e da quello di operatori sociosanitari, infermieri e medici, e ha avvertito che un Paese che paga così poco queste figure “è destinato al fallimento”.
Parlando di Cagliari, Zedda ha rivendicato: “L’ho lasciato che era un gioiellino nel 2019 e l’ho ritrovato alquanto scassato” da un sindaco “di Fratelli d’Italia”, perché “non è vero che siamo tutti uguali”. Ha aggiunto che, rispetto al 2011, quando ereditò il Comune da un sindaco di Forza Italia, la situazione è stata “oggettivamente difficile”, anche per un impoverimento generale, ma che oggi “abbiamo un Comune sano, con indebitamento zero”.
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